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	<title>Business Doctor Marketing Blog &#187; responsabilità</title>
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		<title>Fidelizzazione del cliente: la relazione dispari</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Jun 2010 20:00:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
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		<category><![CDATA[B2B Marketing]]></category>
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		<description><![CDATA[Con l’obiettivo di fidelizzare il cliente, professionisti ed imprese spendono una considerevole quantità di tempo e denaro. In genere questo investimento viene ripagato proficuamente da un maggior valore del cliente nel corso degli anni, acquisti superiori, più referenze e passaparola ecc.  ecc. Ti lascio per Fred! Quando il cliente va via ed interrompe la relazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" title="Fidelizzare il cliente" src="http://farm1.static.flickr.com/21/31247647_941f1120a6.jpg" alt="" width="350" height="257" />Con l’obiettivo di <a title="Fidelizzare il cliente" href="http://www.businessdoctor.it/Come-mantenere-e-fidelizzare-i-clienti?.html">fidelizzare il cliente</a>, professionisti ed imprese spendono una considerevole quantità di tempo e denaro. In genere questo investimento viene ripagato proficuamente da un maggior valore del cliente nel corso degli anni, acquisti superiori, più referenze e passaparola ecc.  ecc.</p>
<p><strong>Ti lascio per Fred!</strong><br />
Quando il cliente va via ed interrompe la relazione con il suo fornitore preferito, è quasi sempre un fulmine a ciel sereno. I segnali sottili che preludono alla fuga del cliente vengono riconosciuti raramente. Un po’ come accade nelle relazioni, l’abbandono spesso ha scarso o nessun preavviso. L’unica differenza sostanziale può essere ravvisata nell’essenza stessa della relazione fornitore/cliente, lo squilibrio.</p>
<p><strong>La relazione con il cliente è spesso squilibrata</strong>. L’impresa ha quasi sempre più bisogno del cliente di quanto il cliente abbia bisogno di lei. Le strategie sviluppate per guadagnarne la fiducia, nella maggior parte dei casi rientrano nella categoria della gratifica. Regali, incentivi, sconti e offerte speciali hanno lo scopo di invogliare il cliente a rimanere leale, facendo leva sul meccanismo della reciprocità.</p>
<p>Eppure i clienti che vanno via non restituiscono mai i doni ricevuti. Abbandonano il campo quasi sempre in silenzio.</p>
<p>A  volte l’infedeltà è una diretta responsabilità dell’impresa. Si abbassano gli standard di servizio al cliente, il lavoro non viene fatto come in passato, oppure la causa di tutto è il semplice lassismo.</p>
<p><strong>L’adescamento del cliente.</strong><br />
Altre volte il tradimento accade come diretta conseguenza della lusinga. Questo è un vero campo minato. Il fatto che le altre attività sul mercato cerchino di accaparrarsi i clienti, è  spesso sottovalutato. Proprio i clienti più fidelizzati, coloro che hanno  acquistato per più tempo e per importi superiori alla media sono le prede più ambite. Proprio per questa ragione, dare per scontata la fidelizzazione del cliente potrebbe risultare un errore costoso e difficilmente riparabile.</p>
<p><strong>Questi clienti “preziosi”</strong> sono un assetto valido ed importante per l’azienda. Per mantenerli tali, sono necessarie strategie <strong>preventive</strong> per evitare che vengano inavvertitamente“scippati” dalla concorrenza.<br />
L’errore più comune consiste proprio nel considerare infrangibile la relazione con il cliente quando, magari proprio in questo momento, un concorrente sta mettendo in opera delle iniziative per conquistarlo.</p>
<p>La probabilità che un cliente venga spontaneamente a raccontarti  su come i tuoi concorrenti lo stiano corteggiando è tutto sommato remota.  E’  probabile che il cliente si limiti ad ascoltare, almeno in una fase iniziale, queste proposte. Se l’offerta è particolarmente allettante è ragionevole che un giorno o l’altro,  dica “sayonara” e svanisca nel nulla.</p>
<p>Le misure necessarie per controbattere questa minaccia di adescamento devono essere necessariamente preventive e dirette.</p>
<p>* Prevenire è importante prendendo come punto di partenza la consapevolezza che la concorrenza ha il medesimo tuo interesse ad accaparrarsi clienti chiave che sono fedeli  nel tempo.</p>
<p>* Intraprendere azioni dirette significa che la conoscenza della situazione del cliente  e dei suoi orientamenti per il futuro difficilmente possono essere sintetizzati dalle risposte ad un semplice questionario di soddisfazione o di feedback.</p>
<p><strong>Alla domanda “Sei soddisfatto/a del livello e qualità dei nostri servizi?”</strong> raramente troverai un cliente che ti risponderà: “ Per ora si. Sto valutando l’impresa x perché mi vuole fare risparmiare il 30%. Quasi quasi vi faccio fare un’asta al ribasso”. Avere risposte sincere dai clienti è un lavoro potenzialmente “scomodo”. C’è il rischio di ricevere risposte oneste e veritiere<strong>. Ma questo è possibile solo instaurando una comunicazione aperta e paritaria, parlando – realmente – con i clienti.</strong></p>
<p>Questo a volte può creare disagio, ma d’altra parte…funziona!</p>
<p><a rel="nofollow" href="http://www.flickr.com/photos/calliope/">Photocredit</a></p>
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		<title>Marketing , Vendita e Innovazione  1.0 Il mondo sta cambiando&#8230;Oppure non cambierai nulla?</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 07:39:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Atteggiamento]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
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		<description><![CDATA[Il mondo cambia, è vero. Eppure, nonostante questo, molti rimangono ancora attaccati alle vecchie pratiche. Comportamenti improduttivi relativi al marketing, alla comunicazione, alla vendita. Modelli di marketing obsoleti e che funzionano male. Nella mia personalissima opinione, queste modalità sono legate ad una visione del mondo &#8220;preistorica&#8221; e si riflettono in credenze limitanti sul piano del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><strong><img class="aligncenter size-full wp-image-438" style="border: 0pt none; margin: 0px;" title="Marketing e Vendita Innovazione 1.0 Il mondo sta cambiando...Oppure non cambierai nulla" src="http://www.businessdoctor.it/wp/wp-content/uploads/2009/11/Marketing-e-Vendita-Innovazione-1.0-Il-mondo-sta-cambiando...Oppure-non-cambierai-nulla.jpg" alt="Marketing e Vendita Innovazione 1.0 Il mondo sta cambiando...Oppure non cambierai nulla" width="500" height="468" /><br />
Il mondo cambia, è vero.</strong> Eppure, nonostante questo, molti rimangono ancora attaccati alle vecchie pratiche. Comportamenti improduttivi relativi al marketing, alla comunicazione, alla vendita. Modelli di marketing obsoleti e che funzionano male.</p>
<p>Nella mia personalissima opinione, queste modalità sono legate ad una visione del mondo &#8220;preistorica&#8221; e si riflettono in credenze limitanti sul piano del marketing e della vendita.</p>
<p><strong>Se, fino a non molti anni fa, il contatto con i venditori era l&#8217;unico modo possibile per acquisire informazioni </strong>oltre a cataloghi, brochure ecc, adesso il mondo è diverso. Attraverso il web i clienti possono avere accesso a tutte le informazioni di cui hanno bisogno (se si decide di renderle accessibili, ovviamente) per prendere una decisione di acquisto.</p>
<p><strong>Allo stesso tempo molte imprese rifiutano di abbracciare il cambiamento</strong>. Rimangono legate al vecchio modello della &#8220;vendita personale&#8221;. Le informazioni e la vendita, in questa visione del mondo, sono limitate al contatto &#8220;fisico&#8221; dovuto alla presenza di un venditore, un rappresentante ecc.</p>
<p><strong>Le credenze che supportano questa visione del mondo, del marketing e della vendita sono diverse.</strong> Probabilmente la madre di queste è collegata al fatto che &#8220;si è sempre fatto così&#8230;perché cambiare?&#8221;. Un&#8217;altra è semplicemente il fatto che non si ha l&#8217;idea che l&#8217;intero processo del marketing possa essere condotto diversamente, e quindi risultare più efficace.</p>
<p><strong>Eppure i sintomi sono presenti</strong>. Le imprese li riconoscono appieno. Difficoltà per i venditori di ottenere appuntamenti, allungamento del ciclo di acquisto, appuntamenti rimandati all&#8217;infinito ecc. ecc.</p>
<p>Se esistesse una sola ragione per passare ad un modello di marketing, di comunicazione e vendita più maturo e responsabile, probabilmente questa sarebbe quella del tempo.<strong> La parola &#8220;responsabile&#8221; ha quì un significato preciso: rispetto del tempo degli altri. </strong></p>
<p><strong>Se dovessi dedicare un&#8217;ora del mio tempo</strong>, ogni giorno, per parlare con ogni persona che vuole propormi qualche nuovo prodotto o servizio, la mia vita personale ( e professionale) finirebbe. Lo stesso accade con i clienti. Sicuramente alcuni di loro sono aperti a ricevere informazioni che sono importanti per loro. Sempre più frequentemente però, vogliono essere padroni del  tempo destinato alla acquisizione delle informazioni relative alla scelta.</p>
<p><strong>Prima i venditori e le aziende avevano il monopolio sulla creazione e distribuzione di informazioni.</strong> Questo monopolio si è dissolto. Riconoscere questo cambiamento, accettarlo e viverlo nella sua profondità e nelle implicazioni può essere un passaggio difficile, complicato e lungo.</p>
<p><strong>Anche in questa situazione il fattore &#8220;tempo&#8221; è coinvolto</strong>. Fa da padrone. Determina le scelte, <strong>o l&#8217;assenza di scelte</strong>. Coloro che credono che il modello tradizionale continui a funzionare ancora e che quindi ignorano il cambiamento, <strong>spostando in avanti la decisione per l&#8217;innovazione</strong>, spesso vivono una condizione illusoria.</p>
<p><strong>&#8220;Quando quello che facciamo smetterà del tutto di funzionare&#8230;decideremo per il nuovo&#8221;</strong>. Questo è quello che si pensa. L&#8217;idea che sostiene questa credenza è che l&#8217;efficacia del marketing e della comunicazione &#8220;old style&#8221; decresca gradualmente.</p>
<p><strong>&#8220;Abbiamo un sacco di tempo per cambiare il nostro modo di fare marketing&#8221;</strong><br />
Quando le cose vanno male, e possono andare veramente male, questa frase si trasforma in &#8220;Se avessi avuto più tempo&#8221;. Purtroppo il tempo a questo punto è già scaduto. E&#8217; esaurito. Non c&#8217;è più tempo per cambiare ed innovare.</p>
<p><strong>E&#8217; curioso notare come l&#8217;illusione dell&#8217;infinità del tempo sostiene e rinforza tutte le cattive abitudini. Anche quelle professionali e d&#8217;impresa.</strong></p>
<p>&#8220;Dopo natale inizio la dieta&#8221;<br />
&#8220;Dopo le feste mi iscrivo in palestra&#8221;<br />
&#8221; &#8230;.completa tu&#8230;.&#8221;</p>
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