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	<title>Business Doctor Marketing Blog &#187; resistenza al marketing</title>
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		<title>Il mito della rete di vendita per i servizi professionali</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jun 2010 14:45:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E’ un dato di fatto. La maggior parte dei professionisti odia il marketing e la vendita. Questo d’altronde è un tratto comportamentale che accomuna la maggior parte delle professioni di natura intellettuale. “Sono bravo, competente e  le mie soluzioni sono ottime…. Perché devo perdere tempo facendo qualcosa come il marketing e/o la vendita che non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" title="Rete vendita servizi professionali" src="http://farm3.static.flickr.com/2634/3704738603_03c671c78e.jpg" alt="" width="360" height="270" /><a rel="nofollow" href="http://www.flickr.com/photos/ohaodha/"></a></p>
<p>E’ un dato di fatto. La maggior parte dei professionisti odia il marketing e la vendita. Questo d’altronde è un tratto comportamentale che accomuna la maggior parte delle professioni di natura intellettuale.</p>
<p>“Sono bravo, competente e  le mie soluzioni sono ottime…. Perché devo perdere tempo facendo qualcosa come il marketing e/o la vendita che non mi piace e soprattutto non mi si addice ed è fonte di disagio?”</p>
<p><strong>La resistenza al marketing ed all’innovazione</strong> è forse una delle cause principali della staticità del mercato dei servizi professionali in Italia. A questo si aggiungono stereotipi errati sul marketing ed una diffusione inefficace delle modalità di comunicazione realmente adatte al marketing dei servizi.  Se poi si aggiunge la scarsa mobilità sociale e l’utilizzo sistematico della cooptazione, si ha un quadro sufficientemente chiaro sull’accesso alle professioni in Italia.</p>
<p><strong>Allo stesso tempo, ci  ritroviamo  circondati da venditori e rappresentanti di ogni genere</strong>. Il passaggio di livello effettuato da molti professionisti è quasi automatico: <strong>perché non utilizzare un venditore o un procacciatore di affari per trovare clienti per la mia attività?</strong> Potrei pagarlo a percentuale sui risultati e in questo modo le spese fisse sono ridotte al minimo. Se l’idea non dovesse funzionare…non perdo nulla.</p>
<p><strong>Questo ragionamento, piuttosto comune, è viziato nella sua applicazione pratica</strong> da una  serie di complessità  di fondo, direttamente collegate alla problematicità specifica del marketing e vendita del servizio professionale.</p>
<p><strong>* Il ciclo di acquisto dei servizi professionali è, nella maggioranza dei casi, lungo e complesso.</strong> I tempi tra il primo contatto con un potenziale cliente e l’effettiva chiusura della vendita possono variare da  pochi mesi per arrivare a uno o anche due anni.</p>
<p><strong>Trovare un intermediario o venditore che sia capace di attendere per un tempo così lungo</strong> è una chimera. Cosi come è estremamente difficile che, in assenza di strumenti di marketing avanzati, questa persona sia capace di aiutare il potenziale cliente durante la sua progressione  nel ciclo di acquisto.</p>
<p><strong>* Delegare a terzi il <a title="marketing servizi professionali" href="http://www.businessdoctor.it/wp/2010/06/01/copia-e-svanisci-il-grande-errore-nel-marketing-dei-servizi-professionali/">marketing e la vendita dei servizi professionali </a>è reso ancora più complicato dall’aspetto relazionale del rapporto tra professionista e cliente.</strong> Tipicamente la relazione di fiducia tra professionista e cliente si instaura attraverso <strong>una serie di contatti ripetuti nel tempo</strong>. Questi contatti hanno una natura strettamente personale. La relazione di fiducia viene a crearsi tra <strong>chi</strong> acquista il servizio e <strong>chi</strong> lo attua.</p>
<p><strong>Inserire una terza persona sotto forma di venditore o   intermediario, rende la costruzione di questa relazione “incestuosa”.</strong> Il professionista trasmette la sua professionalità e l’affermazione di valore al venditore che a sua volta cerca di comunicarla  al futuro cliente.</p>
<p><strong>Secondo questo processo, una volta che il cliente ha maturato la decisione di acquisto,</strong> – sposta- il livello della conversazione direttamente <strong>con –chi- effettua il servizio. </strong>Questo processo  è molto  più macchinoso e complesso nella realtà di quanto possa apparire. Oltretutto occorre considerare che la vendita e negoziazione vera e propria avviene solo ed esclusivamente tra il professionista ed il cliente.</p>
<p>Affinché il processo di marketing dei servizi affidato ad intermediari possa funzionare, è richiesta la presenza di numerosi fattori molto difficili da fare coesistere insieme, tra cui:</p>
<p><strong>* Elevata competenza e professionalità dell’intermediario </strong>che deve conoscere impeccabilmente sia la situazione del cliente sia le specifiche del servizio professionale.</p>
<p><strong>* Capacità di nutrire e consolidare la relazione</strong> anche per tempi molto lunghi</p>
<p><strong>* Avere a disposizione strumenti, procedure, pratiche e metodologie di marketing ripetibili</strong> che siano di supporto alla crescita della relazione.</p>
<p><strong>* Una metodologia per spostare la fiducia creata tra il venditore ed il cliente in direzione del  professionista,</strong> quando il potenziale cliente è nelle condizioni di prendere una decisione di acquisto.</p>
<p><strong>E’ chiaro che l’accadimento di  queste condizioni è realmente complesso e non può  essere ottenuto se non con uno studio e sviluppo dettagliato di strategie e piani di marketing  strategico e  operativo</strong>. La apparente semplicità del modello di distribuzione dei servizi professionali richiede studio, impegno e risorse che difficilmente possono essere acquisite dall’oggi al domani.</p>
<p><a rel="nofollow" href="http://www.flickr.com/photos/ohaodha/">Photocredit</a></p>
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		<title>Il virus della vendita per i servizi professionali</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Feb 2010 08:01:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[B2B Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Consulenza]]></category>
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		<category><![CDATA[vendita servizi professionali]]></category>
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		<description><![CDATA[Generare ed ottenere un cliente pagante per l&#8217;attività professionale richiede tempo ed impegno. Dal momento del primo contatto a quello della firma del contratto possono passare settimane, in alcuni casi anche diversi mesi. Questa lunghezza è proporzionale alla complessità del servizio, all&#8217;impegno economico ed alla percezione relativa all&#8217;urgenza relativa al problema che il servizio potrebbe [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" title="Virus vendita servizi professionali" src="http://farm4.static.flickr.com/3326/3473950631_f7787399ac.jpg" alt="" width="225" height="300" /><br />
Generare ed ottenere un cliente pagante per l&#8217;attività professionale richiede tempo ed impegno. Dal momento del primo contatto a quello della firma del contratto possono passare settimane, in alcuni casi anche diversi mesi. Questa lunghezza è proporzionale alla complessità del servizio, all&#8217;impegno economico ed alla percezione relativa all&#8217;urgenza relativa al problema che il servizio potrebbe risolvere.</p>
<p>Come per la propagazione di un virus, il processo della vendita dei servizi professionali necessita di un <strong>periodo di incubazione</strong>. Sicuramente una strategia di marketing e comunicazione ottimale può ridurre questo lasso temporale. Utilizzare strategie troppo invasive comporta la possibilità di minare la relazione faticosamente costruita con il potenziale cliente.</p>
<p>Strategie di vendita o di comunicazione che siano percepite come &#8220;<strong>coercitive</strong>&#8221; dal potenziale cliente possono facilitare lo sviluppo di più forti <strong>barriere immunitarie</strong> che possono condurre ad una interruzione del processo di comunicazione. Il risultato è che il cliente <strong>diviene immune</strong> alle iniziative di marketing e sviluppa una <strong>resistenza all&#8217;acquisto</strong> (o alle persone che hanno mancato nel compito di facilitare l&#8217;acquisto).<a href="http://www.flickr.com/photos/36894712@N04/''"></a></p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/36894712@N04/''">Photocredit</a></p>
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		<title>Grado di resistenza al marketing</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Oct 2009 14:34:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing relazionale]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; assolutamente naturale, attraverso il marketing e la comunicazione, il tentativo di approssimarsi il più possibile al cliente. Talvolta però questo tentativo di ridurre la distanza ha come reazione, l&#8217;effetto &#8220;molla&#8220;. Più si cerca di ridurre la distanza, più aumentano le resistenze da parte del cliente, che tende a scansarsi o evitare le offerte di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-282" style="border: 0pt none; margin: 0px;" title="resistenza al marketing" src="http://www.businessdoctor.it/wp/wp-content/uploads/2009/10/resistenza-al-marketing2.jpg" alt="resistenza al marketing" width="505" height="278" /></p>
<p style="text-align: left;"><strong>E&#8217; assolutamente naturale, attraverso il marketing e la comunicazione, il tentativo di approssimarsi il più possibile al cliente.</strong> Talvolta però questo tentativo di ridurre la distanza ha come reazione, <strong>l&#8217;effetto &#8220;molla</strong>&#8220;. Più si cerca di ridurre la distanza, più aumentano le resistenze da parte del cliente, che tende a scansarsi o evitare le offerte di &#8220;approccio&#8221;.</p>
<p><strong>Cercare di spostare la molla&#8230;spesso non funziona.</strong> Deve essere il cliente stesso ad abbassare le sue barriere permettendoci di comunicare con lui nel suo spazio vitale.</p>
<p><strong>Chi si occupa del marketing deve considerare i due lati</strong> della distanza negli approcci di comunicazione con i clienti: distanza fisica e distanza relazionale.</p>
<p><strong>Anche se in apparenza la presenza della &#8220;molla&#8221; può sembrare un limite</strong>, è compito di ogni comunicatore costruire passo dopo passo la fiducia il  rispetto e la considerazione da parte del cliente. Questo fà in modo che il cliente &#8220;arrotoli&#8221; autonomamente la molla e permetta quindi l&#8217;avvicinamento spaziale e relazionale.</p>
<p style="text-align: left;">
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