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	<title>Business Doctor Marketing Blog &#187; qualificare i clienti</title>
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		<title>Alcuni errori comuni nella qualificazione dei clienti</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Jan 2011 15:38:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[B2B Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[ciclo di acquisto]]></category>
		<category><![CDATA[Cliente]]></category>
		<category><![CDATA[contatto con il cliente]]></category>
		<category><![CDATA[potenziali clienti]]></category>
		<category><![CDATA[qualificare i clienti]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ facile trovare un accordo comune sulla necessità di qualificare il cliente ed avere conversazioni di vendita solo con individui che hanno manifestato una precisa propensione all’acquisto e sono quindi oggettivamente considerati “pronti” a comprare. Una sintonia molto minore può però ritrovarsi, sui mezzi e gli strumenti utili  per la qualificazione del cliente. Nella realtà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ facile trovare un accordo comune sulla necessità di qualificare il cliente ed avere conversazioni di vendita solo con individui che hanno manifestato una precisa propensione all’acquisto e sono quindi oggettivamente considerati “pronti” a comprare. Una sintonia molto minore può però ritrovarsi, sui mezzi e gli strumenti utili  per la qualificazione del cliente.</p>
<p>Nella realtà infatti, il metodo più comune utilizzato per qualificare i clienti è esattamente questo: cercare di vendere loro prodotti e servizi. Si può pensare che questo modo di “analizzare attraverso la vendita” sia efficace”. Spesso non lo è,  ed in alcuni casi, conduce a risultati contrari a quelli sperati. L’idea di base che è sottesa in questo atteggiamento può condurre  a considerare che:</p>
<p>* Chi acquista è qualificato.</p>
<p>* Chi non acquista non è un cliente qualificato.</p>
<p>Queste considerazioni sono potenzialmente errate, e  oltretutto, sviano dallo scopo. Da una parte il semplice fatto che una persona acquisti non prova nulla su quanto fosse qualificata per farlo. <strong>Dall&#8217;altra si presuppone che la vendita sia uno strumento adatto per qualificare il cliente.</strong> E’ anche questo errato o, se non altro, discutibile.</p>
<p>Gran parte dei problemi connessi alla creazione di opportunità con dei potenziali clienti sono originate dalla mancanza di una affermazione precisa di &#8220;<strong>cosa è un cliente qualificato</strong>&#8220;.</p>
<p><strong>Questa definizione, perché sia efficace e funzionale, deve tener conto di diversi fattori, di tipo oggettivo e soggettivo, emozionali e razionali</strong>. Deve essere chiara, definita e allo stesso tempo  condivisa dalle varie parti che entrano in contatto con il cliente, nelle varie fasi del ciclo di acquisto.</p>
<p>Considerare la vendita oppure semplicemente la conversazione con il cliente  come un momento di qualificazione, può quindi indurre in errore.</p>
<p><strong>Utilizzare dei sistemi e metodologie per qualificare i clienti, che siano ripetibili e e sistematizzabili, permette inoltre di utilizzare al meglio le risorse umane dell&#8217;attività</strong>. Parlare con i clienti,  specialmente se questi non sono sufficientemente qualificati per sostenere una conversazione di vendita, è oneroso sia dal punto di vista economico che dal punto di vista del tempo ed energia che si spende per incontrarli.</p>
<p>Queste risorse, molto probabilmente potrebbero essere organizzate più produttivamente, <strong>investendo attivamente nello sviluppo metodiche e strategie alternative per la qualificazione dei clienti.</strong></p>
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		<title>Contatti o clienti?</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 16:09:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[B2B Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing per Professionisti]]></category>
		<category><![CDATA[acquisizione clienti]]></category>
		<category><![CDATA[intelligenza competitiva]]></category>
		<category><![CDATA[Nuovi clienti]]></category>
		<category><![CDATA[potenziali clienti]]></category>
		<category><![CDATA[qualificare i clienti]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; il sogno segreto di ogni imprenditore o professionista.&#8230;Arrivare alla porta dell&#8217;ufficio un lunedì mattina e trovare una fila di nuovi clienti pronti ad acquistare&#8230;Magari che si accalcano e spingono nel tentativo di entrare per primi. Il ritorno alla realtà. La realtà è ben diversa. Un certo numero di persone sono interessate ai servizi offerti. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><strong><img class="aligncenter size-full wp-image-367" style="border: 0pt none; margin: 0px;" title="Contatti o clienti quale è la differenza" src="http://www.businessdoctor.it/wp/wp-content/uploads/2009/11/Contatti-o-clienti-quale-è-la-differenza.jpg" alt="Contatti o clienti quale è la differenza" width="495" height="387" /><br />
E&#8217; il sogno segreto di ogni imprenditore o professionista.</strong>&#8230;Arrivare alla porta dell&#8217;ufficio un lunedì mattina e trovare una fila di nuovi clienti pronti ad acquistare&#8230;Magari che si accalcano e spingono nel tentativo di entrare per primi.</p>
<p><strong>Il ritorno alla realtà. </strong><br />
La realtà è ben diversa. Un certo numero di persone sono interessate ai servizi offerti. Dopo un tempo più o meno lungo perfezionano l&#8217;acquisto. Coloro che arrivano a questo ultimo passo, sono sempre un numero molto esiguo rispetto a coloro che hanno manifestato un interesse iniziale.</p>
<p><strong>Acquisire la capacità di definire in anticipo</strong> quali delle persone inizialmente interessate diverrà in seguito un cliente, può però diventare un elemento di razionalizzazione e ottimizzazione dell&#8217;attività. Il problema è questo: è possibile ottenere questo risultato senza avere a  disposizione la lampada di aladino oppure il dono della lettura della mente?</p>
<p><strong>Il primo passo: creare una definizione chiara e condivisa. </strong><br />
I potenziali clienti, scegliendo di utilizzare questa definizione, vengono &#8220;nominati&#8221; in modi differenti. Quello che è realmente importante ai fini della efficacia di un sistema di acquisizione clienti è che, al di la del nome, ci sia una condivisione chiara sulle caratteristiche di ciascun gruppo. Inoltre questa definizione deve essere condivisa da tutti coloro che si occupano dell&#8217;acquisizione clienti.</p>
<p><strong>Un contatto potrebbe essere</strong>, per fare un esempio, una persona che ha richiesto delle informazioni su un servizio.</p>
<p><strong>Un potenziale cliente ha caratteristiche differenti.</strong> Non solo ha richiesto delle informazioni, ma:</p>
<p>* Ha un problema che l&#8217;attività professionale è capace di risolvere.<br />
* Possiede un budget definito per risolvere il problema.<br />
* E&#8217; a conoscenza del fatto che l&#8217;attività o il professionista è in grado di risolvere quel problema<br />
* Sa che questo problema deve essere risolto in un certo lasso di tempo.</p>
<p><strong>Questi elementi guidano alla conseguenza logica</strong> : trattare (dal punto di vista del marketing e della comunicazione) i due gruppi di persone allo stesso modo, può significare perdere (in alcuni casi irrimediabilmente) delle ottime opportunità.</p>
<p>L&#8217;implicazione diretta di questo concetto è che è necessario qualificare i clienti, offrendo loro un percorso differente in funzione della loro posizione nel ciclo di acquisto.</p>
<p>Tipicamente, in questo processo le imprese preferiscono concentrare i loro sforzi ed iniziative sulle persone più pronte ad acquistare. Questo ha perfettamente senso. E&#8217; in egual modo importante però, proporre un percorso adeguato anche a coloro che sono nelle prime fasi, evitando di metterli nel &#8220;dimenticatoio&#8221;.</p>
<p><strong>Questo porta all&#8217;ultimo elemento: la costruzione della relazione. </strong><br />
E&#8217; impensabile che i clienti si qualifichino da soli, senza alcun intervento. Sono necessarie azioni &#8220;relazionali&#8221; di comunicazione.</p>
<p><strong>Attraverso questo processo</strong>, il cliente scopre qualcosa di più dell&#8217;azienda e l&#8217;azienda scopre qualcosa di più sul cliente. E&#8217; un rapporto paritario. Questo contribuisce a creare quella base di fiducia che può spingere il cliente verso le fasi successive della contrattazione, della negoziazione e dell&#8217;acquisto.</p>
<p><strong>Trasformare in azioni pratiche</strong> questo processo può essere più o meno difficile in funzione della complessità dell&#8217;acquisto e degli elementi che sono in gioco. In molti casi può essere davvero utile semplicemente una attività di de-costruzione: capire come i clienti che hanno acquistato, comprendere le loro motivazioni e i passaggi (e le strettoie) che hanno dovuto attraversare per comprare può essere una grande fonte di intelligenza competitiva. E&#8217; un lavoro decisamente impegnativo, ma è  economico ed offre (a differenza di astratte e costose indagini di mercato) informazioni reali. Sono reali perchè sono &#8220;estratte&#8221; da clienti che hanno acquistato veramente da te.</p>
<p>E&#8217; un tempo ben impiegato.</p>
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