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	<title>Business Doctor Marketing Blog &#187; Piano di marketing</title>
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		<title>Il vero problema nello sviluppo del business</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Feb 2011 14:59:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se dovessimo chiedere a cento imprenditori o professionisti quali sono i segreti e le migliori strategie per ottenere e mantenere i clienti, sicuramente otterremmo come risultato una serie di idee e strategie e pratiche, di provata efficacia, e,probabilmente, anche semplici eseguire. Eppure, proprio in questo risiede il nucleo del problema. E’ sicuramente importante migliorare le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1094" href="http://www.businessdoctor.it/wp/2011/02/02/problema-sviluppo-del-business/persistenza-successo-marketing/"><img class="alignnone size-full wp-image-1094" title="persistenza-successo-marketing" src="http://www.businessdoctor.it/wp/httpdocs/wp/wp-content/uploads//2011/02/persistenza-successo-marketing.jpg" alt="" width="560" height="187" /></a></p>
<p>Se dovessimo chiedere a cento imprenditori o professionisti quali sono i segreti e le migliori strategie per ottenere e mantenere i clienti, sicuramente otterremmo come risultato una serie di idee e strategie e pratiche, di provata efficacia, e,probabilmente, anche semplici eseguire.</p>
<p><strong>Eppure, proprio in questo risiede il nucleo del problema</strong>. E’ sicuramente importante migliorare le performance e la produttività dell’attività, ma il fulcro della questione non è semprevda ritrovare nelle tecniche, tattiche o strategie che si è scelto di utilizzare.</p>
<p>Ad esempio, dovendo porre la domanda: “ come fare per mantenere alto il livello di soddisfazione dei clienti?”, le risposte  che potremmo ottenere sarebbero sicuramente ampie ed esaurienti. Imprenditori e professionisti, sanno bene cosa fare per rispondere alle aspettative dei clienti.</p>
<p><strong> E’ evidente, a questo punto, che l’attenzione debba essere spostata dalla “tecnica” del marketing verso l’esecuzione delle strategie</strong>. E’ curioso notare come esiste una sproporzione abissale tra il numero di libri, corsi e  seminari che insegnano “come fare marketing” ed un numero estremamente ridotto di insegnamenti focalizzati all’esecuzione delle strategie.</p>
<p><strong>E’ vero, pianificare, disegnare il grande piano di marketing è eccitante,  addirittura “sexy”</strong>. Non lo è al contrario, mettere in pratica le strategie. Bisogna sporcarsi le mani, agire, confrontarsi con il fossato che separa la teoria dalla pratica, la pianificazione contro l’esecuzione. Passare all’azione implica sempre un rischio. La realtà non è mai come è stata disegnata nel piano. E’ anche necessario raffinare le strategie ed adattarle alle risposte del mercato e dei clienti. E’ un lavoro duro!</p>
<p>Osservando con attenzione, anche l’affermazione sulla difficoltà di mettere in pratica le strategie di marketing è inesatta, o, se non altro, incompleta. Se il piano è chiaro e le strategie sono sufficientemente dettagliate, chiunque, con un minimo di allenamento, è in grado di metterle in pratica.</p>
<p><strong>Questo è il vero punto centrale nella difficoltà di implementare la strategia: la persistenza</strong>. Se è relativamente semplice pianificare, ed è più impegnativo mettere in pratica<strong>, l’impegno reale, quello che conduce a performance e risultati eccezionali è la persistenza nell’azione. </strong><br />
<strong>Ottenere risultati duraturi implica la capacità di mantenere uno standard elevato</strong> nelle attività di marketing e comunicazione. E’ diverso dall’abilità di realizzare<strong>, con un singolo sforzo titanico, la &#8220;megacampagna&#8221;.</strong></p>
<p>Ciò che è realmente fatale nell&#8217;ottica dell&#8217;implementazione di un marketing e di una comunicazione efficace, non è la capacità di applicare una tecnica, una strategia, un piano di marketing, <strong>ma piuttosto quello di mantenere un livello costante nelle attività.</strong></p>
<p><strong>Quasi tutti sono capaci di pianificare ed eseguire un piano di marketing.</strong> Ma chi è capace di portare fino in fondo questo piano?  Chi possiede la tenacia di programmare sequenze di contatti con i potenziali clienti che durino al tempo?, Chi possiede la pazienza e la perseveranza nel  nutrire le relazioni con i clienti, anche quando la possibilità di un acquisto sembra lontana nel tempo?</p>
<p><strong>E’ facile ottenere unanimità sulla necessità di mantenere elevati standard di servizio al cliente</strong>. Sollevare l’asticella, cioè elevare gli standard, è anch’esso, relativamente semplice. <strong>Quello che è più difficile, è mantenere la rigidità dell’asticella</strong>, fare in modo che il lassismo, la pigrizia o l’indolenza la facciano precipitare verso il basso<strong>. Questo è un compito impegnativo che difficilmente può essere affidato ad una semplice “tecnica”.</strong></p>
<p>Il marketing e lo sviluppo del business, non è sempre  una questione di giuste  &#8220;tattiche&#8221; e strategie. Più spesso l&#8217;eccellenza si raggiunge creando standard elevati di performance insieme  ad adeguate procedure per mantenerli.<br />
<strong>Questo non è un problema di &#8220;marketing&#8221;, ma di persone.</strong></p>
<p><a rel="nofollow" href="http://www.flickr.com/photos/danale9/">Photocredit</a></p>
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		<title>Marketing due passi in avanti</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Sep 2010 12:43:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Molte decisioni relative al marketing ed allo sviluppo del business vengono prese sotto l’impulso della scarsità. Non dire “No” ad un cliente che si sa essere problematico, accettare lavori sottopagati oppure al contrario cercare di spingere per un acquisto di cui si percepisce che si sta perdendo la possibilità,  sono semplicemente alcune sfumature di questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" title="Marketing due passi in avanti" src="http://farm5.static.flickr.com/4037/4589124742_359aafdfe7_m.jpg" alt="" width="234" height="240" />Molte decisioni relative al marketing ed allo sviluppo del business vengono prese sotto l’impulso della scarsità. Non dire “No” ad un cliente che si sa essere problematico, accettare lavori sottopagati oppure al contrario cercare di spingere per un acquisto di cui si percepisce che si sta perdendo la possibilità,  sono semplicemente alcune sfumature di questo atteggiamento.</p>
<p>Chiunque abbia la responsabilità di promuovere un servizio o un bene complesso sa bene che il tempo necessario perché il cliente prenda la sua decisione di acquisto può essere anche piuttosto lungo. In alcuni casi particolari, specialmente nel business to business e nel marketing dei servizi, non è affatto rara la necessità di contatti ripetuti anche per diversi mesi, trattative e negoziazioni perché si arrivi al momento finale la proposta di un progetto.</p>
<p><strong>Lavorare secondo un piano di marketing e comunicazione coerente</strong> richiede di vivere nel presente <strong>mantenendo allo stesso tempo uno sguardo orientato al futuro</strong>. Il futuro è la stipula del contratto e l’inizio del lavoro, il presente è il cliente con le sue domande, le sue insicurezze e difficoltà.</p>
<p><strong>Affinché questo insieme di attività necessarie per guidare il cliente all’acquisto abbia l’aspetto di un processo</strong>, e quindi non sia una serie di iniziative portate avanti in modo casuale e/o emotivo, è necessario un piano. Le attività di marketing ed i punti di contatto con il cliente devono essere parte di un sistema, devono avere una struttura, un senso ed una logica di progressione.</p>
<p><strong>Questo risultato può essere ottenuto solo se le attività di marketing hanno un carattere costantemente anticipatorio</strong>. Decidere come comunicare con i clienti giorno per giorno, senza un piano preciso ed una conoscenza attenta dei percorsi realmente utilizzati dai clienti per la loro scelta, porta a risultati parziali e frammentari. Quando le decisioni sui punti di contatto con i clienti sono effettuate più in funzione dell’umore del momento che su dati e feedback reali<strong>, è normale che affiorino delle discrepanze  che risulteranno in fratture ed interruzioni del percorso d’acquisto del cliente</strong>.</p>
<p><strong> Un sistema di marketing che corrisponda a questi requisiti deve tenere conto di:<br />
</strong><br />
* Modalità di acquisto del cliente e propensione a passare da uno step del ciclo di acquisto al successivo.</p>
<p><strong>* Segmentazione e categorizzazione dei clienti</strong>. Individui con personalità diverse si relazionano con i fornitori in modo particolare. E’ necessario che differenti categorie di clienti abbiano la possibilità di essere guidati all’acquisto secondo le loro inclinazioni. Nello sviluppo dei punti di contatto con i clienti è importante tenere conto di questo fattore.</p>
<p><strong>* Essere sempre in anticipo</strong>. Se non si ha idea della direzione seguita dal cliente, le iniziative di marketing avranno sempre un carattere passivo e reattivo.</p>
<p><a rel="nofollow" href="http://www.flickr.com/photos/notsogoodphotography/">Photocredit</a></p>
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		<title>I piani di marketing non sono sogni ad occhi aperti</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Jul 2010 19:16:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Chi non ama I sogni ad occhi aperti? Visualizzare cose, persone e situazioni che non sono reali, ma potrebbero esserlo in futuro. C’è chi sogna di incontrare il  partner ideale e chi costruisce un sogno dell’attività che ha sempre desiderato. Ebbene, leggendo i racconti di persone che hanno creato grosse imprese spesso si ritrova il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignright" title="Piano di marketing" src="http://farm4.static.flickr.com/3291/3032177237_db68ed4d33.jpg" alt="" width="350" height="205" />Chi non ama I sogni ad occhi aperti?</strong> Visualizzare cose, persone e situazioni che non sono reali, ma potrebbero esserlo in futuro. C’è chi sogna di incontrare il  partner ideale e chi costruisce un sogno dell’attività che ha sempre desiderato. Ebbene, leggendo i racconti di persone che hanno creato grosse imprese spesso si ritrova il fatto che l’obiettivo, prima di manifestarsi nella realtà, era stato progettato proprio con dei sogni ad occhi aperti.</p>
<p>Eppure, nonostante tutti i successi che ne provano l’efficacia, non tutti i sogni divengono realtà. E’ indubitabile. Le idee più creative, i prodotti più straordinari non passano dal mondo ideale alla realtà senza una dose massiccia di calci.  I calci, i tanti calci necessari perché un’idea passi dal regno della mente alla sua realizzazione, sono il corrispettivo dell’attuazione.</p>
<p>Anche i piani di marketing passano attraverso questo processo. Chi è che non ama il volo pindarico dell’immaginazione: pianificazione, brainstorming, lavoro creativo, think tank, menti geniali al servizio di una idea per il business.</p>
<p><strong>Eppure quando si tratta di definire chiaramente come attuare le idee spremute dall’attività celebrale, interviene il lato omertoso della genialità</strong>.</p>
<p>E’ proprio così.  Quando in gioco è l’attuazione, le personalità si defilano. Certo, questo avviene in maniera differente quando si parla di un gruppo di lavoro o di una singola persona che gestisce autonomamente la propria attività. Se nel primo caso a defilarsi è qualche elemento del gruppo, nel secondo, è un componente della personalità, l’attuatore, ad eclissarsi. In entrambi i casi, i risultati sono simili: l’idea viene accantonata, divene lentamente sempre meno eccitante e, dopo un po di tempo, è dimenticata.</p>
<p><strong>Pianificare per l’attuazione è differente.</strong> Sia che si tratti di un piano di marketing complesso, sia che si parli di una semplice iniziativa, le regole per l’implementazione sono sempre le stesse:</p>
<p><strong>1) Un piano non è un piano se non esistono delle azioni corrispondenti e precise responsabilità su chi deve compiere queste azioni. </strong>Nel caso di un gruppo di lavoro è essenziale che chi delega l’esecuzione si occupi anche della supervisione: “chi fa e chi controlla che chi fa…compia il lavoro!”</p>
<p><strong>Quando l’attività è di tipo individuale i giochi si fanno più complessi</strong>. E’ ugualmente necessario un piano, delle responsabilità e delle azioni da compiere, <strong>ma il soggetto che controlla e quello controllato sono la stessa persona</strong>. Forza di volontà, motivazione e desiderio di successo possono facilmente venir meno se non sono <strong>supportate da un calendario di attività</strong> e <strong>dall’abitudine all’attuazione dei piani</strong>. In mancanza di questo, un Coach può essere di grande aiuto.</p>
<p><strong>2) Stabilire obiettivi ragionevoli per il successo e per le attività.</strong> I professionisti della motivazione vendono bene l’idea della Apple, nata in un garage che diviene una multinazionale con migliaia di dipendenti e fatturati milionari. Più raramente si parla delle attività di successo  ottenute passo dopo passo, mattone dopo mattone, con ogni pietra che pesa come la precedente.  Obiettivi ragionevoli di cui pianificare il raggiungimento attraverso piccoli traguardi successivi,  non solo rinforzano la motivazione, ma permettono di capire se il cammino percorso è quello giusto.<strong><br />
</strong><br />
<strong>3) Sommergere nelle attività.</strong> Grandi piani richiedono grandi azioni. Oppure più semplicemente tanti piccoli gesti ripetuti nel tempo,  fino ad ottenere la <strong>maestria dell’esecuzione</strong>. Se si parla con un insegnante di arti marziali, un concetto emergerà sicuramente: non importa imparare mille mosse ma ripetere una medesima azione, forma o movimento mille volte fino a divenirne padroni.</p>
<p><strong>La perfezione della forma e dell’esecuzione ha  senso anche nel marketing e nella pianificazione</strong>. E’ facile perdersi nella quantità di cose da fare, a discapito della qualità del gesto. Talvolta l’eccitazione per il nuovo progetto si traduce in una specie di ansia da prestazione. Nella fretta del fare a tutti i costi, i dettagli del <strong>come fare bene</strong>, possono passare in secondo piano.</p>
<p><a rel="nofollow" href="http://www.flickr.com/photos/khrawlings/">Photocredit</a></p>
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		<title>Un piano per mantenere i clienti e aumentare i profitti</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 13:28:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Mantenere attivo e vitale il portafoglio clienti è una delle attività che giustamente viene percepita come prioritaria da professionisti e studi.  Il modello di business di molte attività professionali d’altra parte ha, alla base della sua redditività, programmi di servizio di tipo ripetitivo, o collaborazioni a medio-lungo termine  di assistenza che garantiscono allo stesso tempo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" title="Aumentare i profitti" src="http://farm5.static.flickr.com/4029/4212010180_344e1f0cfa.jpg" alt="" width="405" height="304" />Mantenere attivo e vitale il portafoglio clienti è una delle attività che giustamente viene percepita come prioritaria da professionisti e studi.  Il modello di business di molte attività professionali d’altra parte ha, alla base della sua redditività, programmi di servizio di tipo ripetitivo, o collaborazioni a medio-lungo termine  di assistenza che garantiscono allo stesso tempo sicurezza e redditività.</p>
<p><strong>Dal punto di vista dell’efficacia economica dell’attività professionale</strong>, questo modello può essere molto vantaggioso. Un numero sufficiente di clienti con i quali si è stabilito  un rapporto collaborativo di tipo continuativo, spesso garantisce la stabilità finanziaria sufficiente a pianificare le strategie di espansione ed a supportare le attività di marketing e comunicazione necessarie per questo scopo.</p>
<p><strong>Un piano di marketing che sia adatto a mantenere il portafoglio clienti</strong> e allo stesso tempo mettere le basi per una penetrazione ulteriore negli account cliente già acquisiti, deve tenere conto di questi fattori:</p>
<p><strong>* Deve essere proattivo</strong>. Gestire la relazione con il cliente è ok,  ma questo non deve scivolare in un atteggiamento esclusivo di difesa del portafoglio clienti. Al contrario,  esaminare ed analizzare attivamente gli standard effettivi della qualità del servizio offerto al cliente, interviste mirate allo scopo di  ampliare la conoscenza della situazione dei clienti sono elementi molto importanti <strong>per anticipare opportunamente nuove opportunità</strong> che, in caso di scarsa attività, possono diventare occasioni o “aperture” che consentono un facile punto di ingresso per i concorrenti.</p>
<p><strong>*Acquisire informazioni competitive sui clienti</strong> può essere il preludio ad <strong>azioni di marketing di tipo anticipatorio</strong>. Mantenere l’account cliente è importante, vitale,  ma espandere  la “presa” può esserlo ancora di più, perché può condurre ad aumentare la redditività dei singoli clienti attraverso  la creazione di attività di cross promotion e introduzione  di nuovi servizi collaterali.</p>
<p><strong>* Questo obiettivo può essere raggiunto più facilmente adottando una modalità consulenziale nei confronti del cliente</strong>. Questo può essere ottenuto sia dal punto con un mutamento dell’atteggiamento ed anche  con opportune attività di  marketing e comunicazione.</p>
<p><strong>* Servire il cliente al meglio delle proprie possibilità è ok</strong>, ma <strong>anticipare</strong> i suoi bisogni e le  problematiche che potrebbero manifestarsi nel futuro è decisamente meglio. Adottare questo atteggiamento in modo coerente,  integrandolo con una mentalità di servizio consapevole, <strong>contribuisce a rafforzare il  posizionamento dello studio e del singolo professionista come consigliere di fiducia</strong> e non come semplice fornitore di servizi.</p>
<p>Questo modo di pensare e agire,  adottato in pratica e vissuto in profondità, <strong>trasforma completamente il concetto obsoleto di “gestire le aspettative del cliente”</strong>. Essere proattivi, anticipare cambiamenti e situazioni che possono indebolire o rafforzare le attività del cliente, ponendosi nella posizione precisa del consulente,  <strong>colloca il professionista su un nuovo livello. </strong>Implica l’acquisizione di una posizione superiore di leadership, protezione  ed “attenzione attiva” verso il cliente.</p>
<p><a rel="nofollow" href="http://www.flickr.com/photos/indi/">Photocredit</a></p>
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		<title>La prova della coerenza per il marketing dei professionisti</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 14:59:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un piano di marketing efficace ed integrato per una attività professionale, non può trascurare un elemento  importante come la coerenza tra gli strumenti di marketing utilizzati ed i fini che si desidera raggiungere. Il  marketing per i servizi deve essere professionale, si dice, trascurando però una esplicitazione accurata  che definisca chiaramente quello che è professionale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" title="Piano di marketing per professionisti" src="http://farm4.static.flickr.com/3279/2399206537_1d8778f226.jpg" alt="" width="338" height="450" />Un piano di marketing efficace ed integrato per una attività professionale, non può trascurare un elemento  importante come la coerenza tra gli strumenti di marketing utilizzati ed i fini che si desidera raggiungere. Il  marketing per i servizi deve essere professionale, si dice, trascurando però una esplicitazione accurata  che definisca chiaramente <strong>quello</strong> che è professionale da <strong>ciò che non lo è</strong>.</p>
<p><strong>E’ relativamente semplice scegliere un arredamento professionale</strong> per lo studio, ma quando si tratta di definire <strong>cosa è professionale e coerente</strong> con la comunicazione di una attività di servizio, le cose si complicano.</p>
<p><strong>Una  prima analisi, dovrebbe mettere in evidenza il fatto che la coerenza tra mezzi (o strumenti di marketing) e obiettivi da realizzare,</strong> è perlomeno incompleta. Il fatto è che non esistono strumenti di marketing più o meno professionali o adatti ad un attività di servizio.  L’elemento chiave che dovrebbe essere preso in considerazione non è il mezzo o lo strumento di marketing in sé, ma <strong>come questo è</strong> utilizzato.</p>
<p>La controparte comunicativa relativa a “<strong>come</strong>” dovrebbe essere utilizzato uno strumento idi marketing può essere ritrovata specificamente in un elemento: l’atteggiamento di chi lo utilizza.</p>
<p><strong>Con il corretto atteggiamento (professionale)</strong>, il telefono, per esempio,  può trasformarsi da un’arma di disturbo ad un mezzo semplice ed economico per entrare in contatto con potenziali clienti, già esposti ai nostri messaggi di marketing. La differenza qui non è il mezzo o lo strumento, <strong>ma come il suo utilizzo viene pianificato ed eseguito in modo tattico e strategico.<br />
</strong><br />
<strong>Il secondo elemento relativo alla scelta degli strumenti da utilizzare</strong> per comunicare con i clienti  è direttamente collegato alla modalità di scelta, acquisto e costruzione della fiducia da parte del cliente.</p>
<p>Tradotto in pratica, questo concetto si trasforma in: <strong>professionale è ciò che è coerente alle modalità di scelta e valutazione del cliente. E’ il cliente, con la sua libertà di scelta, il giudice finale di un piano e di una modalità di comunicazione.<br />
</strong><br />
<strong>Questo significa che, per trasformare in modo professionale una semplice comunicazione o un messaggio è necessario, prioritariamente, confrontarsi con l’orientamento alla scelta del target clienti</strong>. In altre parole, è necessario comprendere <strong>come il cliente  forma il suo giudizio</strong> su una persona o uno studio, e gli elementi che contribuiscono o che allontanano  dalla scelta. <strong>Dettare dall’alto i criteri della professionalità senza considerarne i diretti beneficiari</strong>, è una follia che può portare a investimenti di marketing errati ed improduttivi.</p>
<p><strong>Marketing e comunicazione coerente o, marketing con integrità.<br />
</strong>La coerenza o integrità può essere definita una delle caratteristiche globali del marketing e della comunicazione per le attività professionali. Una delle ragioni principali è contenuta nell’essenza stessa del servizio. I clienti difficilmente possono sperimentarne i benefici o i risultati prima dell’acquisto.</p>
<p>Allo stesso tempo, le modalità e gli approcci con cui il servizio viene presentato, rappresentato e venduto, divengono elementi che partecipano e influenzano la scelta dei potenziali acquirenti.</p>
<p><strong>Il modo in cui viene fatto il marketing di un servizio è parte attiva nel criterio di scelta adottato dal cliente.</strong></p>
<p><strong>Questo concetto esposto sopra merita una accurata riflessione.</strong> Per molti servizi, il marketing, la comunicazione ed il rapporto di vendita con il professionista sono gli  unici elementi sui quali può appoggiarsi per maturare una decisione d’acquisto.  La modalità attraverso cui il servizio è presentato, <strong>diviene per il cliente una esperienza preliminare</strong> su <strong>come sarà servito</strong> nel momento in cui diverrà cliente.</p>
<p><a rel="nofollow" href="http://www.flickr.com/photos/erdogan/">Photocredit</a></p>
<p>﻿</p>
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