<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Business Doctor Marketing Blog &#187; Newsletter</title>
	<atom:link href="http://www.businessdoctor.it/wp/tag/newsletter/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.businessdoctor.it/wp</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Thu, 29 Dec 2011 15:23:01 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>Come aumentare l&#8217;efficacia di una carta fedeltà?</title>
		<link>http://www.businessdoctor.it/wp/2009/02/07/come-aumentare-lefficacia-di-una-carta-fedelta/</link>
		<comments>http://www.businessdoctor.it/wp/2009/02/07/come-aumentare-lefficacia-di-una-carta-fedelta/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 07 Feb 2009 14:45:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Carta Fedeltà]]></category>
		<category><![CDATA[Fidelity Card]]></category>
		<category><![CDATA[Newsletter]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.businessdoctor.it/wp/?p=22</guid>
		<description><![CDATA[Ricevo questa domanda da Carlo: &#8220;Ho un negozio. Ho iniziato da qualche mese ad usare una carta fedeltà, ma non ho grandi risultati. Cosa posso fare?&#8221; La mia risposta: Cerco di rispondere sulla base delle informazioni in mio possesso. Tenga conto che, non avendo più informazioni sul suo genere di attività, la risposta sarà in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-41" style="border: 0pt none; margin: 3px;" title="fidelity card" src="http://www.businessdoctor.it/wp/wp-content/uploads/2009/02/422359926_1636737849_m.jpg" alt="fidelity card" width="240" height="180" />Ricevo questa domanda da Carlo: &#8220;Ho un negozio. Ho iniziato da qualche mese ad usare una carta fedeltà, ma non ho grandi risultati. Cosa posso fare?&#8221;</p>
<p><strong>La mia risposta:</strong><br />
Cerco di rispondere sulla base delle informazioni in mio possesso. Tenga conto che, non avendo più informazioni sul suo genere di attività, la risposta sarà in qualche modo generica.</p>
<p>Da quello che mi scrive, immagino che la sua carta fedeltà sia di quelle che funzionano in questo modo:&#8221;Un timbro ad ogni acquisto&#8221;. Dopo un certo numero di acquisti il suo cliente ha diritto ad uno sconto, oppure a dei prodotti in omaggio.</p>
<p>Il problema con questo tipo di approccio alla carta fedeltà è che è molto &#8220;passivo&#8221;. Ci si aspetta che il cliente ritorni ad acquistare, spinto dalla motivazione del futuro sconto o prodotto in omaggio.</p>
<p>Il fatto è che molto spesso questo tipo di approccio non conduce a risultati apprezzabili.</p>
<p><strong>Faccio alcune considerazioni:</strong></p>
<p><strong>Un buon approccio potrebbe</strong> essere di considerare le carte fedeltà ed i loyalty program come uno strumento. Lo scopo di questo strumento è quello di acquisire fiducia nei confronti del cliente e del consumatore. Una volta che quest&#8217;ultima è stata guadagnata, il programma potrebbe in teoria anche essere accantonato. Il suo scopo dovrebbe essere quello di acquisire la fedeltà del cliente creando con lui un rapporto di fiducia.</p>
<p><strong> Un sistema economico  che può sperimentare</strong> per aumentare l&#8217;efficacia della sua carta fedeltà è quello di unire la fidelity card ad una serie di messaggi di marketing che abbiano uno scopo molteplice:</p>
<p><strong>* Educativo<br />
* Promozionale</strong><br />
<strong>* Contribuire a costruire il suo marchio e la sua professionalità</strong></p>
<p>Se, al momento dell&#8217;iscrizione, ha raccolto i dati di contatto dei suoi clienti, potrà utilizzarli efficacemente allo scopo di creare una Newsletter per la sua attività.</p>
<p><strong>In questa Newsletter potrà pubblicare informazioni utili</strong> ai suoi clienti su come utilizzare al meglio i prodotti, proporre periodicamente delle offerte speciali ed anche articoli scritti da lei che avranno lo scopo di dimostrare la sua esperienza e la sua preparazione nel campo.</p>
<p><strong>Potrà iniziare a sperimentare l&#8217;efficacia</strong> di questo approccio anche partendo da un numero limitato dei suoi clienti. Le servirà del tempo per capire quale sarà il formato migliore, sia dal punto di vista grafico che dei contenuti.</p>
<p><strong> Se ha la possibilità, potrà creare due gruppi separati tra i suoi clienti</strong>. Questo le consentirà di testare l&#8217;invio della sua newsletter con differenti frequenze o messaggi, e avrà modo di capire quali di questi funziona meglio.</p>
<p><strong>In linea di massima il mio suggerimento è quello di iniziare &#8220;in piccolo&#8221;.</strong> Non cerchi di creare una Newsletter di 15 pagine da inviare ogni mese. Questo compito potrebbe risultare oneroso sia in termini di costi che per l&#8217;impegno richiesto da parte sua o del suo staff.</p>
<p><strong>Diciamo che per un programma di questo tipo è molto più importante</strong> la costanza del contatto che l&#8217;intensità. Partire con un progetto più piccolo le permetterà di adattare più facilmente il suo lavoro alla sua base clienti, ed eviterà il pericolo di avere degli invii troppo discontinui che potrebbero vanificare l&#8217;intero sforzo.</p>
<p><strong>Un&#8217;altra variabile molto importante che dovrà tenere in considerazione</strong> per il suo programma fedeltà è la frequenza. Al momento non conosco con precisione il suo target clienti, per cui posso darle solo delle indicazioni molto generali.</p>
<p>Per iniziare con questo lavoro le suggerirei di partire con una frequenza non inferiore alla bimestrale. In questo modo non correrà il rischio di &#8220;seppellire&#8221; i suoi lettori con troppe informazioni.</p>
<p><strong>Dopo alcuni mesi di esperimenti, </strong>lei riuscirà a trovare il giusto bilanciamento tra contenuti, offerte e frequenza di invio della sua Newsletter informativa. Si assicuri di ottenere un feedback dai suoi lettori relativamente alla frequenza di invio ed ai contenuti che propone.</p>
<p>Le invio i link per alcuni articoli che potranno aiutarla a creare la sua Newsletter informativa:</p>
<p><a href="../../Articoli-di-Marketing/Strategia/I-due-segreti-di-una-sequenza-di-marketing-efficace.html">I due segreti di una sequenza di marketing efficace</a><br />
<a href="../../Articoli-di-Marketing/Strategia/Come-evitare-la-trappola-del-marketing-episodico.html">Come evitare la trappola del marketing episodico</a><br />
<a href="../../Articoli-di-Marketing/Strategia/Come-dare-una-struttura-alla-sequenza-di-marketing?.html">Come dare una struttura alla sequenza di marketing?</a><br />
<a href="http://www.flickr.com/photos/consumerist/" target="_blank">Stai perdendo clienti perché la tua strategia di marketing non contiene l&#8217;elemento sequenza?</p>
<p>Photocredit</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.businessdoctor.it/wp/2009/02/07/come-aumentare-lefficacia-di-una-carta-fedelta/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Come evitare l&#8217;effetto Alcatraz nel tuo email marketing?</title>
		<link>http://www.businessdoctor.it/wp/2009/02/07/come-evitare-leffetto-alcatraz-nel-tuo-email-marketing/</link>
		<comments>http://www.businessdoctor.it/wp/2009/02/07/come-evitare-leffetto-alcatraz-nel-tuo-email-marketing/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 07 Feb 2009 14:21:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[email marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Newsletter]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.businessdoctor.it/wp/?p=10</guid>
		<description><![CDATA[Sono sicuro che hai sentito già parlare di Alcatraz..non è vero? L&#8217;isola prigione dalla quale era impossibile fuggire. Essere iscritti a certe Newsletter o Mailing List, dà l&#8217;impressione di essere dei prigionieri. L&#8217;iscrizione è semplice, ma rimuovere il proprio nominativo dalla lista&#8230; risulta quasi impossibile. Le cattive pratiche di questi gestori sono varie. Alcuni ti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sono sicuro che hai sentito già parlare di Alcatraz..non è vero?</strong> L&#8217;isola prigione dalla quale era impossibile fuggire.</p>
<p><strong>Essere iscritti a certe Newsletter o Mailing List</strong>, dà l&#8217;impressione di essere dei prigionieri. L&#8217;iscrizione è semplice, ma rimuovere il proprio nominativo dalla lista&#8230; risulta quasi impossibile. Le cattive pratiche di questi gestori sono varie.</p>
<p><strong>Alcuni ti chiedono di compilare un “Form”</strong> online che contiene molti più campi di quanti ne hai inserito al momento dell&#8217;iscrizione. Altri sistemi prevedono che l&#8217;iscritto alla mailing list mandi un messaggio vuoto ad un particolare indirizzo&#8230;.Se solo riuscissi a ricordare con quale email mi sono registrato&#8230;. Altri ancora insistono a mandarti le email anche dopo la cancellazione.</p>
<p>In un paio di casi mi è capitato di entrare nel sito per rimuovermi dalla lista seguendo un link che portava ad una pagina inesistente. Risultato &#8230;prigioniero della lista!</p>
<p><strong>Ho sentito personalmente alcuni</strong> affermare che la scelta di rendere il più difficile possibile la cancellazione da una Newsletter era deliberata e consapevole. “Magari prima o poi acquisteranno qualcosa “ è la loro motivazione.</p>
<p>Tengono prigionieri i loro iscritti con la speranza che prima o poi&#8230;(forse per disperazione?) acquistino qualcosa.</p>
<p><strong>Cosa c&#8217;è di sbagliato in questo approccio?</strong></p>
<p>In ogni momento (specialmente nella comunicazione via web) il tasto “cancella&#8230;.è fin troppo vicino. E ancora peggio è ugualmente vicino il bottone “Segnala come spam”. Essere marcato come spammer dai propri lettori è molto peggio che perdere qualche iscritto, così come essere inserito in una lista nera.</p>
<p><strong>Alcune cose che puoi fare per non prendere prigionieri nella tua Newsletter:</strong></p>
<p><strong>1) Ricorda chiaramente ai tuoi iscritti che possono cancellarsi</strong> dalla Newsletter anche nell&#8217;intestazione dell&#8217;email. In questo modo ogni volta che l&#8217;email verrà aperta, le persone sapranno di avere il totale controllo sulla loro iscrizione.</p>
<p><strong>2) Rendi il più semplice possibile il processo di cancellazione dalla lista.</strong> Lo so, a volte perdere un iscritto è come ricevere un colpo al cuore&#8230;ma non è meglio avere persone libere nella tua lista, piuttosto che &#8220;ergastolani&#8221;?</p>
<p><strong>3)Utilizza un sistema che consenta ai tuoi lettori di cancellarsi</strong> dalla lista con un solo click. Ci sono molti software che permettono di farlo in maniera automatica (anche opensource).</p>
<p><strong>4) Quando una persona si cancella dalla lista.</strong>..non mandare più messaggi,&#8230;punto!&#8230;Stop! Nada!</p>
<p><strong>5)  Non fare spam&#8230;mai! </strong></p>
<p>Le persone si iscrivono liberamente a Newsletter e Mailing List. Dare il proprio nome ed indirizzo email è un atto di rispetto e fiducia da parte loro..perché tradirla con la prigionia?</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.businessdoctor.it/wp/2009/02/07/come-evitare-leffetto-alcatraz-nel-tuo-email-marketing/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

