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	<title>Business Doctor Marketing Blog &#187; Materiali di Marketing</title>
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		<title>Professionisti che parlano troppo poco (e male)</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Mar 2011 15:57:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quando ci troviamo di fronte ad un commesso o un venditore che vanta le caratteristiche del prodotto a cui  siamo interessati, possiamo considerare senza indugio  che il nostro interlocutore sta cercando  di fare al meglio il suo lavoro. Se però l’oggetto della conversazione non è più un prodotto, ma un servizio, l’intera faccenda cambia, in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1124" href="http://www.businessdoctor.it/wp/2011/03/09/professionisti-che-parlano-troppo-poco-e-male/vendere-servizi-professionali-2/"><img class="alignnone size-full wp-image-1124" title="vendere-servizi-professionali" src="http://www.businessdoctor.it/wp/httpdocs/wp/wp-content/uploads//2011/03/vendere-servizi-professionali.jpg" alt="" width="560" height="187" /></a></p>
<p>Quando ci troviamo di fronte ad un commesso o un venditore che vanta le caratteristiche del prodotto a cui  siamo interessati, possiamo considerare senza indugio  che il nostro interlocutore sta cercando  di fare al meglio il suo lavoro.</p>
<p><strong>Se però l’oggetto della conversazione non è più un prodotto, ma un servizio</strong>, l’intera faccenda cambia, in modo radicale. Nella maggioranza dei casi, colui che propone il servizio è la stessa persona che lo offre. In taluni casi il servizio è strettamente collegato alla personalità di colui che offre la prestazione, al punto che viene facile identificare la vendita del servizio con quella della vendita della persona stessa.</p>
<p><strong>Vendere un servizio vantandone le caratteristiche ed i benefici</strong>, assomiglia proprio ad un “esercizio del grottesco”.E’ possibile vantarsi e allo stesso tempo mantenere un atteggiamento professionale? Come si possono evidenziare i punti di forza quando questi coincidono con l’individualità del professionista? Nel campo della vendita dei prodotti questo <strong>esercizio di distacco</strong> è semplice e naturale, e questa è una delle ragioni per cui i professionisti soffrono della “<strong>sindrome del rifiuto</strong>” più di ogni altra categoria lavorativa. E’ evidente, il rifiuto, il “No” del cliente è percepito come un rifiuto personale.  E’ chiaro a questo punto che, per quanto sia impossibile paragonare la vendita dei servizi a quella dei beni durevoli, questa bizzarria  mette in evidenza quanto queste due modalità di approccio alla vendita <strong>possano e debbano essere differenti.<br />
</strong><br />
<strong>Possiamo facilmente vantare caratteristiche e benefici di un prodotto</strong>, ma quando l’oggetto è la vendita di un servizio professionale, esaltare  le qualità che dovrebbero persuadere un cliente all’acquisto comporta implicitamente lodare le caratteristiche del professionista. <strong>L’effetto risultante può essere bizzarro, specialmente se si tratta di lodare sé stessi!<br />
</strong><br />
<strong>Dietro questo paradosso si nascondono le più grandi resistenze e difficoltà che i professionisti hanno nel vendere i servizi</strong>. Se osserviamo bene, tutto nasce dal fatto che l’elemento di paragone che origina l’errore è causata dal tentativo di vendere i servizi come se si trattasse di oggetti.</p>
<p><strong>E’ facile osservare questa situazione paradossale quando si esaminano gli strumenti che sono tradizionalmente il cardine dello sviluppo del business per l’attività professionale</strong>: referenze, passaparola, cerchio delle conoscenze. Questi tre elementi sono accomunati da un elemento essenziale: qualcuno parla in vece del professionista, consiglia di rivolgersi  a lui,  oppure semplicemente segnala un individuo sulla base della sua capacità di risolvere determinati problemi<strong>. In ognuna di queste situazioni , c’è sempre qualcuno che parla, introduce, raccomanda un professionista.<br />
</strong><br />
<strong>Queste considerazioni potrebbero invitare a domandarsi se i professionisti abbiano difficoltà a parlare professionalmente di se stessi e del loro lavoro</strong>.  In effetti, queste difficoltà argomentative sono all’origine delle debolezze che i professionisti riscontrano nel parlare, scrivere e argomentare con sufficiente forza la loro posizione sul mercato. Questo difetto d’altronde, è facilmente riscontrabile in atteggiamenti, materiali di marketing, siti web ed è una delle più grosse lacune che limitano seriamente l’espansione dell’attività.</p>
<p><a rel="nofollow" href="http://www.flickr.com/photos/daveynin/">Photocredit</a></p>
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		<title>La tre domande silenziose del copywriting</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Oct 2010 13:19:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Copywriting]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[argomentazione]]></category>
		<category><![CDATA[brochure]]></category>
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		<description><![CDATA[Se i materiali di marketing potessero parlare, se lettere, brochure , depliant ed anche i  siti web avessero la facoltà di rispondere  e, come il genio della lampada avessimo soltanto tre richieste o desideri a disposizione, quali sarebbero le più utili per migliorare la comunicazione scritta? * Stai aiutando i miei clienti nella scelta dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.businessdoctor.it/wp/wp-content/uploads/2010/10/tre-domande-copywriting.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-956" title="tre-domande-copywriting" src="http://www.businessdoctor.it/wp/wp-content/uploads/2010/10/tre-domande-copywriting.jpg" alt="" width="560" height="187" /></a><br />
Se i materiali di marketing potessero parlare, se lettere, brochure , depliant ed anche i  siti web avessero la facoltà di rispondere  e, come il genio della lampada avessimo soltanto tre richieste o desideri a disposizione, quali sarebbero le più utili per migliorare la comunicazione scritta?</p>
<p><strong>* Stai aiutando i miei clienti nella scelta dei miei beni o servizi?<br />
* Stai riuscendo ad argomentare in modo sufficientemente chiaro</strong> la mia posizione sul mercato, come risolvo i problemi per i miei clienti?<br />
<strong>* Stai offrendo ragioni ed argomentazioni</strong> sufficienti al mio lettore per permettermi di acquisire  una considerazione superiore rispetto ai miei concorrenti?</p>
<p>Nella realtà dei fatti, questi interrogativi possono facilmente essere espansi e articolati in una serie di domande ausiliarie. Il fatto che un pezzo di marketing sia capace di rispondere adeguatamente a interrogazioni, dubbi e perplessità manifestate dai potenziali acquirenti determina la sua efficacia, l’impatto e le potenzialità di successo.</p>
<p>Se l’obiettivo del testo è quello di facilitare la scelta di un cliente non rispondere a (almeno) queste tre domande può significare la perdita di clienti, opportunità e, in ultima analisi, denaro.</p>
<p><strong>1) Qualunque sia l’elemento della comunicazione preso in esame</strong>, esso ha tre effetti  e conseguenze essenziali:</p>
<p>*E’ utile al cliente, lo aiuta e supporta i suoi processi decisionali.<br />
* E’ inutile, non dimostra e non argomenta in alcun modo.<br />
* E’ solo parzialmente utile, funziona ma in modo troppo  limitato.</p>
<p>La soluzione per i materiali di marketing utili è quella di continuare a migliorarli. Ciò che è inutile, inefficiente o addirittura  dannoso, al contrario, deve essere purgato e/o ristrutturato.</p>
<p><strong>2) Il cuore di un lavoro di copywriting efficace è l’argomentazione</strong>. Spesso quest’ultima è confusa con una piatta esposizione di benefici, vantaggi e caratteristiche. Questi tre elementi, anche presi nella loro interezza non costituiscono quasi mai una argomentazione. <strong>Un argomento è una esposizione chiara che fornisce ragioni precise sull’acquisto, importanza o vantaggi di un determinato prodotto o servizio</strong>. Senza “ragioni”,  il lavoro di copywriting è vuoto, piatto ed insignificante.  Confondere una argomentazione con una semplice lista di caratteristiche è uno degli errori più costosi e che pregiudicano maggiormente l’efficacia di qualunque testo.</p>
<p><strong>3) L’argomentazione nel marketing, nella comunicazione e nel copywriting, rappresenta il “perché”</strong>. I clienti, i potenziali clienti ed i visitatori <strong>si pongono la domanda sul  “perché”</strong> prima di un qualunque acquisto o scelta. E’ una richiesta di chiarezza e significato da parte del cliente. Ignorarla significa ipotecare seriamente il successo di qualunque iniziativa di marketing.</p>
<p><a rel="nofollow" href="http://www.flickr.com/photos/jenorton/">Photocredit</a></p>
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		<title>Rinforzare la relazione con il cliente</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Jul 2010 18:40:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ogni professionista o impresa che abbia la consapevolezza di dovere affrontare un ciclo di acquisto lungo e/o complesso per arrivare al contratto o alla chiusura della vendita, ha chiarezza su questo:  l’elemento determinante,  capace di muovere l’ago della bilancia verso l’approvazione di un progetto è legato strettamente al tipo di rapporto o di relazione che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" title="Rinsaldare e rinforzare le relazioni con i clienti" src="http://farm4.static.flickr.com/3046/3051558283_742c73a640.jpg" alt="" width="400" height="263" />Ogni professionista o impresa che abbia la consapevolezza di dovere affrontare un ciclo di acquisto lungo e/o complesso per arrivare al contratto o alla chiusura della vendita, ha chiarezza su questo:  l’elemento determinante,  capace di muovere l’ago della bilancia verso l’approvazione di un progetto è legato strettamente al tipo di rapporto o di relazione che si è stati in grado di costruire con chi ha l’autorità per approvare la decisione finale.</p>
<p><strong>Una decisione complessa presa dal cliente è costituita da una serie di micro decisioni</strong>. Queste singole possono essere influenzate positivamente dalle varie iniziative di marketing e vendita.</p>
<p><strong>Ho scritto:”influenzare in positivo” ed ho volutamente messo da parte la reazione opposta</strong>:<strong> l’allontanamento del cliente dalla decisione e dalla conversazione</strong>. L’idea che il marketing “faccia sempre bene” spesso conduce alla considerazione che <strong>qualunque iniziativa abbia un effetto positivo</strong>. Anche se alcune iniziative funzionano meglio di altre, comunque<strong>, è sempre meglio fare più marketing che meno</strong>. Questa considerazione è,  però, solamente parziale, e può condurre a decisioni con effetti negativi per l’azienda o l’attività professionale.</p>
<p>Se dovessimo fare finta di suddividere le attività di marketing sulla base della loro efficacia nel consolidare la relazione con un potenziale cliente avremo:</p>
<p><strong>1)  Attività che influenzano positivamente</strong> la relazione fornitore/cliente.<br />
<strong>2)  Attività che hanno un impatto neutro</strong> e non influenzano in positivo o in negativo la relazione tra potenziale cliente ed azienda.<br />
<strong>3) Attività che hanno un effetto negativo e rallentano la creazione di una relazione</strong>, allontanando il potenziale cliente dall’acquisto.</p>
<p><strong>Nella realtà dei fatti non esistono attività “neutre”</strong> dal punto di vista del rafforzamento del rapporto con il potenziale acquirente. I clienti sono impegnati, hanno aziende da portare avanti, e la loro disponibilità a perdere tempo improduttivo  è equivalente allo zero.</p>
<p><strong>Rimangono quindi solo due tipi di azioni utili allo scopo di guadagnare clienti</strong>: quelle positive e quelle negative. Se prendiamo in considerazione il fatto che il <strong>tempo</strong> e <strong>l’attenzione</strong> dei potenziali interlocutori sono limitati, ogni iniziativa di marketing deve tenere conto di questi fattori:</p>
<p><strong>* Informazioni, materiali  di marketing ed argomentazioni di tipo educativo devono essere “facilmente digeribili”</strong> dal cliente. E’ meglio dividere e spezzettare le informazioni che rischiare di essere ignorati.</p>
<p><strong>* La relazione con il cliente è come una fonte energetica non rinnovabile</strong>. Deve essere considerata con rispetto, cura per evitare di esaurirla in modo permanente.</p>
<p><strong>*L’elemento che favorisce maggiormente l’avanzamento della conversazione è direttamente collegato con la capacità di dimostrare e creare valore</strong>. Ogni elemento che non supera il test del “valore aggiunto”, deve essere purgato e riorientato verso una comunicazione centrata su quello che è più utile per il cliente.</p>
<p>* La possibilità di usurare la relazione attraverso iniziative di marketing mal congegnate, irrilevanti o inutili per il cliente è reale e deve essere tenuta in forte considerazione. Due elementi che devono essere tenuti a mente in queste fasi sono:</p>
<p><strong>1) Rinsaldare la relazione e la connessione con il cliente<br />
2) Evitare di rovinarla con iniziative irrilevanti.<br />
3) I clienti interessati dischiudono la loro porta</strong> permettendoci di comunicare con loro attraverso il marketing.</p>
<p>Questa porta non rimane sempre aperta ma è necessario bussare ogni volta, chiedendo ripetutamente il permesso di entrare. Questa licenza di ingresso non deve mai essere considerata come un bene acquisito e garantito, ma si rinnova ogni volta che si entra in contatto con il cliente. <strong>Il solo bussare non è mai sufficiente, è necessario anche essere invitati ed ospiti  graditi.</strong></p>
<p><a rel="nofollow" href="http://www.flickr.com/photos/polinasergeeva/">Photocredit</a></p>
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		<title>Avere un sito web non è sufficiente. E&#8217; il momento di usarlo!</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 15:22:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Web Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[acquisizione clienti]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing Mix]]></category>
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		<description><![CDATA[Il sito web è pronto. Un bel lavoro di design, ottimi testi frutto di un lavoro approfondito sul target cliente ed una navigazione accessibile ed accuratamente profilata sui possibili percorsi dell&#8217;utente. Si hanno ottime ragioni per essere soddisfatti. Assumendo che gli elementi menzionati sopra siano tutti presenti (cosa che non corrisponde affatto alla realtà per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignright" title="Il sito web da solo non è sufficiente" src="http://farm4.static.flickr.com/3141/3353381051_d9fea86304.jpg" alt="" width="300" height="269" />Il sito web è pronto. Un bel lavoro di design</strong>, ottimi testi frutto di un lavoro approfondito sul target cliente ed una navigazione accessibile ed accuratamente profilata sui possibili percorsi dell&#8217;utente. Si hanno ottime ragioni per essere soddisfatti.</p>
<p><strong>Assumendo che gli elementi menzionati sopra siano tutti presenti</strong> (cosa che non corrisponde affatto alla realtà per la maggior parte dei siti web), rimane un ingrediente essenziale che spesso viene tralasciato. Questa parte della ricetta per l&#8217;efficacia di un sito web può essere riassunta abbastanza facilmente in una domanda, anzi, in un domandone:</p>
<p><strong>Come hai intenzione di usare il tuo sito web?</strong></p>
<p><strong>&#8220;Sei pazzo? Ho speso una marea di soldi per creare il sito web e devo ancora lavorarci sopra?&#8221; </strong><br />
Queste domande e queste esclamazioni sottendono il fatto che, spesso, il sito web viene utilizzato esclusivamente in maniera &#8220;passiva&#8221;. &#8220;E&#8217; terminato&#8230;è online, è aggiornato e adesso&#8230;. deve lavorare per me!&#8221;</p>
<p><strong>Il problema è proprio questo</strong>: molto di frequente l&#8217;utilizzo del sito web  come strumento di marketing (specialmente nel campo dei servizi professionali) si limita all&#8217;aggiunta dell&#8217;indirizzo web nella carta intestata, nei biglietti da visita e nei vari altri materiali di marketing.</p>
<p>Spesso questa aggiunta dell&#8217;indirizzo del sito viene tralasciata o posticipata proprio perché è necessaria una revisione di tutti i materiali creati fino a quel momento. Nel frattempo, il sito web continua a sonnecchiare, ansioso di ricevere visite e partecipare attivamente al ciclo di acquisto del cliente.</p>
<p><strong>Quello che è concretamente in gioco in questo contesto</strong> è la partecipazione del sito web agli sforzi di generazione, acquisizione, e ritenzione del cliente. Detto in una parola è la funzione della strategia &#8220;online&#8221; che viene fusa e inglobata nella<br />
strategia di comunicazione globale.</p>
<p><strong>Purtroppo, questo accade di rado</strong>. Se il sito web, una volta ultimato, viene abbandonato e non è utilizzato <strong>attivamente</strong>, non partecipa alle iniziative di comunicazione con i clienti, diviene superfluo. Se è  inutile, potrebbe anche risultare dannoso, riducendo l&#8217;impatto delle altre strategie di marketing utilizzate.</p>
<p><strong>Questa argomentazione, insieme  alla domanda &#8220;Come hai intenzione di usare il sito web&#8221; diviene ancora più pressante ed imperativa, prima ancora che il sito web appaia &#8220;online&#8221;. </strong></p>
<p>E&#8217; pacifico.  Se fin dall&#8217;istante della sua ideazione, il sito web viene considerato semplicemente come un “extra”  da aggiungere alle altre attività di marketing; la spesa e l&#8217;investimento sia economico sia di Know How necessari per il suo sviluppo, possono risultare vani o produrre risultati molto al di sotto delle aspettative.</p>
<p><strong>Detto in breve, può risultate uno spreco di denaro e risorse.</strong></p>
<p><strong>Creare un sito web che sia di reale supporto alle attività di marketing e di comunicazione</strong> in modo che faccia parte a pieno diritto del Marketing Mix richiede un attento lavoro di pianificazione e presuppone che si sappia determinare in modo sufficientemente preciso come questo strumento entri a supportare tutte le altre iniziative di marketing.</p>
<p><strong>E&#8217; vero, questo processo richiede tempo,riflessione ed una accurata analisi preliminare.</strong> Investire in questa analisi preliminare è l&#8217;unico modo per garantire che la spesa per il sito web si trasformi un investimento produttivo per l&#8217;attività professionale.</p>
<p><a href="http://www.flickr.com/photos/defrostca/" rel="nofollow">Photocredit</a></p>
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		<title>La prova del fuoco per i materiali di marketing</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Dec 2009 14:43:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Copywriting]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[brochure]]></category>
		<category><![CDATA[feedback]]></category>
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		<description><![CDATA[Hai appena ricevuto la bozza della tua nuova brochure. Sei eccitato e contento e non vedi l&#8217;ora di darla alle stampe. Prima di compiere questo passo decidi che è una buona idea fare vedere il documento e chiedere una opinione ai tuoi amici o colleghi. Chi non ha mai ricercato un feedback per i suoi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-497" title="Giudizio Materiali di Marketing" src="http://www.businessdoctor.it/wp/wp-content/uploads/2009/12/Giudizio-Materiali-di-Marketing.jpg" alt="Giudizio Materiali di Marketing" width="544" height="455" /><br />
<strong>Hai appena ricevuto la bozza della tua nuova brochure</strong>. Sei eccitato e contento e non vedi l&#8217;ora di darla alle stampe. Prima di compiere questo passo decidi che è una buona idea fare vedere il documento e chiedere una opinione ai tuoi amici o colleghi.</p>
<p><strong>Chi non ha mai ricercato un feedback </strong>per i suoi materiali di marketing sottoponendoli alla visione di  un amico? Siamo realmente sicuri che questa sia la migliore soluzione? In fondo i nostri amici ci conoscono bene. Chi, meglio di loro, può darci una opinione o un feedback sulla nostra creazione?</p>
<p><strong>Questo comportamento per quanto comprensibile può condurre a commettere  errori di valutazione</strong>. Ottenere un giudizio onesto da una persona che ci è amica o che è emozionalmente coinvolta, potrebbe non essere la migliore soluzione, specialmente per il giudizio sui materiali di marketing. Le persone che ci sono  più vicine, spesso possono condurci in errore. Per differenti ragioni:</p>
<p><strong>* Raramente hanno una competenza</strong> tale da potere esprimere un giudizio sereno e distaccato sul nostro lavoro.</p>
<p><strong>* Sono emozionalmente coinvolti</strong>. Per questa ragione è più facile che la loro opinione sia volta a &#8220;tutelarti&#8221;, piuttosto che a criticare quello che hai creato in modo costruttivo.</p>
<p><strong>* E&#8217; possibile che abbiano una opinione negativa</strong> della tua creazione ma allo stesso tempo abbiano una resistenza nel comunicartela: non vogliono offenderti.</p>
<p><strong>A questo punto rimangono solamente due alternative efficaci e praticabili per testare i tuoi nuovi materiali di marketing:</strong></p>
<p><strong>1) Sottoporli ai tuoi migliori clienti.</strong> Questo approccio può risultare sicuramente più efficace che usare la popria sfera di conoscenze. Rimangono anche in questo caso i problemi descritti per l&#8217;opinione degli amici. Può capitare che i tuoi clienti,<br />
proprio a causa della relazione stretta e consolidata con te, non vogliano offenderti e quindi rinuncino a dirti la &#8220;verità&#8221;.<br />
Stanno cercando di proteggerti, anche se, comportandosi  in questo modo, inconsapevolmente possono danneggiarti.</p>
<p><strong>L&#8217;opinione dei tuoi clienti, pur con le limitazioni illustrate</strong>, è importante. Ottenere che i tuoi clienti si riconoscano nella descrizione che viene fatta, sul tipo di problemi che risolvi per loro ed il modo con cui li risolvi può sicuramente esserti di aiuto. Ponendo le giuste domande e acquisendo un feedback onesto, potrai ricavare molti spunti da utilizzare per migliorare la tua comunicazione.</p>
<p><strong>2) Testare il messaggio sul mercato, con persone con le quali non hai alcuna relazione.</strong> Questa è la vera prova del fuoco. Esistono svariati modi per sperimentare l&#8217;efficacia di un messaggio, o di un testo creato per nuovi materiali di marketing e comunicazione. Molti di questi test di efficacia possono essere realizzati con poca spesa. Prima di stampare migliaia di copie di una brochure,o di qualsivoglia materiale di marketing, è giustamente possibile e auspicabile sperimentarne l&#8217;efficacia, l&#8217;impatto e come il messaggio viene recepito dal mercato di riferimento. Anche in questo caso, la richiesta e acquisizione del feedback è essenziale.</p>
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		<title>Copywriting: come fare il test della banalità</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 09:27:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[B2B Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Copywriting]]></category>
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		<description><![CDATA[E&#8217; una specie di test. Analizzare siti web, brochure, materiali di marketing e pubblicità per vedere se si riesce a trovare le parole magiche:&#8221; Noi offriamo un grande servizio&#8221;. Puoi farlo tranquillamente anche tu. Ma oltre a questo, vorrei porre una domanda:ha senso utilizzare la frase? O, meglio ancora, quale senso ha realmente questa frase? [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><img class="aligncenter size-full wp-image-409" style="border: 0pt none; margin: 0px;" title="Parole stupide usate nel copywriting, vendita e marketing" src="http://www.businessdoctor.it/wp/wp-content/uploads/2009/11/Parole-stupide-usate-nel-copywriting-vendita-e-marketing.jpg" alt="Parole stupide usate nel copywriting, vendita e marketing" width="622" height="492" /><br />
<strong>E&#8217; una specie di test</strong>. Analizzare siti web, brochure, materiali di marketing e pubblicità per vedere se si riesce a trovare le parole magiche:&#8221; Noi offriamo un grande servizio&#8221;.</p>
<p>Puoi farlo tranquillamente anche tu. Ma oltre a questo, vorrei porre una domanda:ha senso utilizzare la frase? O, meglio ancora, quale senso ha realmente questa frase?</p>
<p><strong>Il problema è che molti copywriter</strong>, quando si accingono nel compito di scrivere materiali di marketing per i loro clienti, si ritrovano a corto di parole. Più spesso, si ritrovano a corto di aggettivi. Allora, perchè non utilizzare la frase classica: Noi offriamo un servizio impeccabile, o qualcuna delle sue varianti.</p>
<p><strong>Se  hai dei dubbi sulla banalità della frase, osserva quanto ricorre frequentemente, semplicemente con una ricerca su google:</strong></p>
<p>&#8220;offriamo un servizio impeccabile&#8221;: 30.300 pagine</p>
<p>&#8220;offriamo un ottimo servizio&#8221;: 631.000 pagine</p>
<p>&#8220;offriamo un servizio eccezionale&#8221;: 118.000 pagine.</p>
<p><strong>Devo continuare?</strong></p>
<p><strong>Il nocciolo della situazione in realtà non è pertinente solo alla banalità della frase</strong>. Un buon copywriter con un minimo di talento dovrebbe essere capace di trovare delle valide alternative, magari più originali.</p>
<p><strong>Quello che è il cuore del problema è il fatto che il &#8220;buon servizio&#8221;</strong>, in se, non è capace di sostenere il vantaggio competitivo di una azienda o di un professionista.</p>
<p><strong>Nel caso dell&#8217;attività professionale e dei servizi,</strong> proclamare o declamare il fatto di fornire un ottimo servizio è un nonsenso. E&#8217; chiaro che chi acquisti un servizio, debba acquistare un servizio che sia ottimo, condotto secondo i rigori della professione e della deontologia professionale. Chi sarebbe disposto a pubblicizzare un servizio di bassa qualità?</p>
<p><strong>Per quanto riguarda una attività nel campo della produzione di beni</strong>, il discorso è simile. Al momento mi viene in ment un unico tipo di attività che potrebbe vantarsi di un servizio ridotto al minimo, ed usarlo come punto di forza: Gli Hard Discount.</p>
<p>Chi compra in un hard discount sa che il prezzo finale che paga è determinato dal fatto che il servizio è ridotto al minimo indispensabile. La riduzione del servizio al minimo è assolutamente funzionale alla diminuzione dei costi per il cliente finale.</p>
<p><strong>Qundi, se non sei titolare di un negozio hard discount</strong>, molto difficilmente potrai usare la bassa qualità del servizio per creare un vantaggio competitivo sostenibile.</p>
<p><strong>Proprio quì risiede il &#8220;cuore&#8221; del test della banalità.</strong> Prendi un elemento che credi sia distintivo della tua attività, trova un aggettivo che lo contraddistingue e&#8230;&#8230;rovescialo nel suo opposto. Se il rovesciamento porta ad una affermazione ancora sensata e sostenibile, esistono diverse possibilità che tu possa utilizzarlo per caratterizzare il tuo lavoro. Al contrario, se il rovesciamento porta ad una situazione buffa, banale ed insostenibile&#8230;è meglio continuare la ricerca.</p>
<p><strong>Un piccolo esempio: </strong></p>
<p>Attività di consulenza<br />
Caratteristica-&gt; Analisi dettagliata della situazione&#8230;.<br />
Opposto della caratteristica -&gt; Visione globale&#8230;..</p>
<p>Questi due elementi, per quanto opposti possono essere esplicitati e argomentati in due stili di servizio separati. Oppure possono esere integrati insieme: L&#8217;analisi dettagliata della situazione è condotta parallelamente ed aiuta la formazione di una visione globale&#8230;..</p>
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