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	<title>Business Doctor Marketing Blog &#187; marketing dei servizi</title>
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		<title>Ripensare la vendita dei servizi professionali</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Mar 2011 13:59:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Se il tuo telefono di casa squilla all&#8217;ora di pranzo e, nel momento in cui rispondi, senti una voce squillante ed eccitata, puoi essere certo  di trovarti di fronte ad un venditore. E’ facile che l’idea che si debba essere coinvolgenti e infervorati con i clienti,  venga trasportata nel marketing dei servizi professionali. Se l’entusiasmo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1131" href="http://www.businessdoctor.it/wp/2011/03/30/vendita-servizi-professionali/eccitazione-marketing-servizi-professionali/"><img class="alignnone size-full wp-image-1131" title="eccitazione-marketing-servizi-professionali" src="http://www.businessdoctor.it/wp/httpdocs/wp/wp-content/uploads//2011/03/eccitazione-marketing-servizi-professionali.jpg" alt="" width="560" height="187" /></a></p>
<p>Se il tuo telefono di casa squilla all&#8217;ora di pranzo e, nel momento in cui rispondi, senti una voce squillante ed eccitata, puoi essere certo  di trovarti di fronte ad un venditore. E’ facile che l’idea che si debba essere coinvolgenti e infervorati con i clienti,  venga trasportata nel marketing dei servizi professionali.</p>
<p>Se l’entusiasmo e la convinzione della bontà di un prodotto può essere un punto di forza durante la vendita, nel caso dei servizi, l’eccitazione ha un effetto potenzialmente controproducente.  Proviamo a pensare ad un avvocato che, conversando con un cliente sulla possibilità di un divorzio, manifesti eccitazione. Qualunque persona con un minimo di razionalità, di fronte ad un atteggiamento simile, si ritroverebbe a pensare che il professionista sia un idiota o, peggio ancora, un malato di mente.</p>
<p><strong>Eppure il modello della vendita tradizionale, fondato sul trasferimento dell’entusiasmo tra venditore e cliente</strong> mostra ancora di più il suo lato più grottesco se prendiamo in considerazione altri esempi. Cosa c’è di eccitante nell’acquistare una polizza assicurativa? Chi prova entusiasmo ..Nel cambiare banca?</p>
<p><strong>Chiaramente, la vendita dei servizi è radicalmente differente da quella di qualunque altro bene sensibile</strong>. I clienti infatti si aspettano che un professionista, sia nelle fasi di negoziazione, sia durante la vendita vera e propria, si comporti in modo professionale. Può’ apparire ridondante, ma è corretto affermare che  <strong>la vendita di un servizio professionale deve essere   “professionale” in relazione  alle interazioni con il cliente</strong>.</p>
<p>Rovesciare il paradigma per conquistare un approccio professionale alla vendita e negoziazione dei servizi implica una serie di cambiamenti:</p>
<p>* L’entusiasmo si trasforma in ascolto del cliente.<br />
* L’eccitazione si tramuta in sobrietà.<br />
* La spinta a chiudere la vendita viene sostituita dalla facilitazione dell’acquisto.</p>
<p><a rel="nofollow" href="http://www.flickr.com/photos/deiby/">Photocredit</a></p>
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		<title>Diagnosi e marketing dei servizi di consulenza professionale</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Jan 2011 14:45:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vendere e proporre servizi di consulenza è molto differente da ogni altro genere di vendita professionale. La differenza tra il marketing dei servizi e quello di beni materiali è percepita da molti con sufficiente chiarezza. Il marketing, la vendita e la negoziazione di servizi complessi e personalizzati come quelli di consulenza, implicano uno sforzo aggiuntivo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-1033" href="http://www.businessdoctor.it/wp/2011/01/03/diagnosi-e-marketing-dei-servizi-di-consulenza-professionale/diagnosticare-problema-marketing-consulenza/"><img class="alignnone size-full wp-image-1033" title="Diagnosticare-problema-marketing-consulenza" src="http://www.businessdoctor.it/wp/httpdocs/wp/wp-content/uploads//2011/01/Diagnosticare-problema-marketing-consulenza.jpg" alt="" width="560" height="187" /></a></p>
<p>Vendere e proporre servizi di consulenza è molto differente da ogni altro genere di vendita professionale. La differenza tra il marketing dei servizi e quello di beni materiali è percepita da molti con sufficiente chiarezza. Il marketing, la vendita e la negoziazione di servizi complessi e personalizzati come quelli di consulenza, implicano uno sforzo aggiuntivo volto a comprendere la difficoltà di un processo di acquisto spesso lungo e irto di difficoltà.</p>
<p>Si suppone che un servizio debba soddisfare un bisogno e allo stesso tempo risolvere un problema. Ma prima che un cliente acquisti un servizio complesso come quello della consulenza, diverse condizioni devono essere presenti e il cliente deve passare attraverso diverse fasi.</p>
<p>Ho parlato di queste fasi in molti articoli pubblicati sul sito ed in vari interventi sul blog. Una parte o aspetto di queste fasi che non viene spesso considerato con la dovuta attenzione è relativo alla diagnosi del problema.</p>
<p>Si potrebbe pensare che il cliente sia sempre capace di operare una diagnosi precisa del suo problema che lo aiuti a indirizzarsi  e in seguito gli consenta di fare uno screening tra le varie soluzioni disponibili sul mercato. Questa affermazione non sempre è vera. Talvolta la complessità dell’impresa, unità ai molteplici fattori che influiscono sul problema, possono facilmente condurre  la fase diagnostica in direzioni errate e, in ultima analisi, allontanare dalla soluzione.</p>
<p>Una cattiva diagnosi del problema può facilmente portare a  prendere “cantonate”. Rivolgersi al consulente sbagliato e, se quest’ultimo dovesse agire in modo poco scrupoloso, potrebbe condurre ad acquistare servizi che non hanno alcuna efficacia ai fini del miglioramento della situazione.</p>
<p>Questa difficoltà e  la relativa complessità nei meccanismi e nelle dinamiche di scelta del cliente, ha come diretta conseguenza la necessità per i consulenti di posizionare in modo chiaro i servizi. La comunicazione deve essere strutturata per facilitare la fase diagnostica del cliente consentendogli, <strong>anche in modo autonomo </strong>di comprendere le cause che hanno portato alla situazione di difficoltà ed hanno originato il  problema. Aiutare il cliente a cogliere le radici del suo problema può essere di grande aiuto per conquistarlo e creare un rapporto fiduciario che si trasforma in una relazione solida e duratura.</p>
<p><a rel="nofollow" href="http://www.flickr.com/photos/superfantastic/">Photocredit</a></p>
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		<title>Molteplici punti di contatto per il marketing dei servizi complessi</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Aug 2010 15:25:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il marketing di prodotti o servizi/prodotti complessi ha spesso un ciclo di acquisto medio o lungo. Nella pratica del marketing, questo significa che per avere successo nell’acquisizione di un cliente è necessario che la comunicazione sia sostenuta nel tempo. Al contrario molti, forse a causa della mancanza di strumenti di comunicazione opportuni, si ritrovano a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" src="http://farm3.static.flickr.com/2060/1865482908_20b890274b.jpg" alt="" width="350" height="233" />Il marketing di prodotti o servizi/prodotti complessi ha spesso un ciclo di acquisto medio o lungo. Nella pratica del marketing, questo significa che per avere successo nell’acquisizione di un cliente è necessario che la comunicazione sia sostenuta nel tempo. Al contrario molti, forse a causa della mancanza di strumenti di comunicazione opportuni, si ritrovano a considerare l’incontro diretto con il cliente come l’unica opportunità per concludere la vendita.</p>
<p>La difficoltà si manifesta quando il processo di vendita non funziona , oppure è solo parzialmente efficace. La motivazione di questo fallimento è semplice: <strong>il cliente non è pronto ad acquistare</strong> in quel particolare momento e i tentativi di entrare i contatto sono inefficaci.</p>
<p>Questa modalità di sviluppo dell’attività può essere considerata come un modello ad alta intensità/breve tempo. Si spinge per la chiusura della vendita o del contratto <strong>perché si ha la consapevolezza che, passato un certo lasso di tempo, il cliente perde interesse</strong>, si rivolge alla competizione, oppure semplicemente svanisce nel nulla.</p>
<p><strong>Le ragioni che spingono ad adottare questa modalità di comunicazione con i potenziali clienti sono facilmente intuibili</strong> e, in un certo modo, anche comprensibili. Poiché non si possiedono l’abilità e gli strumenti per <strong>iniziare </strong>e <strong>proseguire </strong>con una comunicazione a minore intensità ma prolungata nel tempo, <strong>le settimane che succedono al primo contatto con il cliente sono considerate fondamentali.</strong></p>
<p><strong>Quando però il cliente si ritrova a dovere affrontare scelte complesse, tecniche e spesso di difficile comprensione </strong>(e digestione), è assolutamente normale che abbia necessità di più tempo per aprirsi alla possibilità della decisione di acquisto, comprendere la necessità ed il valore della decisione e giustificare razionalmente la ricerca di un budget necessario per acquistare la soluzione al suo problema.</p>
<p><strong>Un progetto di comunicazione che sia coerente con le modalità di acquisto</strong> e che segua il processo decisionale del cliente non può fare a meno dello sviluppo di una serie di punti di contatto con il cliente <strong>che siano concordi con i suoi processi decisionali  durante l&#8217;intera lunghezza il ciclo di acquisto</strong>.</p>
<p><strong>Affinché  questo processo possa essere sviluppato adeguatamente è necessario sviluppare una architettura della comunicazione congrua ed uniforme alle domande ed aspettative del cliente.</strong></p>
<p>In particolare, è necessario acquisire informazioni su:<br />
* Come il cliente prende le decisioni.<br />
*Quali informazioni sono necessarie perché il cliente sia capace di fare una scelta di acquisto informata.<br />
* Quali ostacoli può incontrare durante le varie tappe del percorso di acquisto.</p>
<p><strong>Acquisire questo genere di informazioni non è sempre semplice o intuitivo</strong>. La qualità delle informazioni  ottenute attraverso i classici strumenti di indagine “formale”, raramente raggiungono la profondità di contatto<strong> che è possibile ottenere con il contatto diretto e genuino con i clienti</strong>. Questo processo richiede tempo, empatia per il cliente ed i suoi processi decisionali ed emotivi,<strong> ed il desiderio sincero di entrare in contatto con il cliente.</strong></p>
<p><strong>Una volta acquisite le informazioni,</strong> la cura nel creare dei punti di contatto significativi con il cliente dovrà tenere conto di come  le diverse tipologie di cliente affrontano l’acquisto. A questo punto, l’elemento più complesso della creazione di un sistema di comunicazione multistadio non consiste tanto nella razionalizzazione dei mezzi e dei contenuti utilizzati per la comunicazione, <strong>quanto piuttosto nella sua umanizzazione</strong>: adattare le strategie e tattiche utilizzate in funzione della particolarità del singolo cliente.</p>
<p><a rel="nofollow" href="http://www.flickr.com/photos/batega/">Photocredit</a></p>
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		<title>I due livelli di leadership  nel marketing dei servizi</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Jul 2010 14:26:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un  professionista, di norma viene ingaggiato per risolvere dei problemi. Le difficoltà che un potenziale cliente potrebbe attraversare prima di rivolgersi ad un professionista per ottenere aiuto, supporto, una consulenza specializzata oppure la fornitura di un servizio specializzato, sono varie quanto lo sono le varie tipologie dei servizi. Quello che però accomuna le varie attività [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignright" title="Leadership nel marketing dei servizi" src="http://farm3.static.flickr.com/2233/1882317616_9f2d324636.jpg" alt="" width="360" height="345" />Un  professionista, di norma viene ingaggiato per risolvere dei problemi</strong>. Le difficoltà che un potenziale cliente potrebbe attraversare prima di rivolgersi ad un professionista per ottenere aiuto, supporto, una consulenza specializzata oppure la fornitura di un servizio specializzato, sono varie quanto lo sono le varie tipologie dei servizi. Quello che però accomuna le varie attività professionali è il livello di leadership e vantaggio competitivo necessario affinché la  vendita vera e propria possa accadere.</p>
<p><strong>Il primo livello della leadership è collegato alla soluzione generale che può essere data al problema</strong>. Se ci fa male un ginocchio, il nostro primo pensiero è quello di investigare l’area generale del problema. Si tratta di un dolore muscolare oppure è di origine articolare? Queste domande iniziali di orientamento ci servono ad inquadrare il problema ed incasellarlo in modo da poterci avvicinare alla soluzione, interpellando il giusto specialista.</p>
<p><strong>Lo stesso processo accade quando un potenziale cliente intraprende la  ricerca di una soluzione per un problema</strong>. La prima fase ha un carattere di <strong>autodiagnosi</strong>. Se questo è possibile, si cerca di capire l’origine del problema. Il passo immediatamente successivo è spesso quello della ricerca autonoma di una soluzione: “<strong>vediamo se riesco a sistemare questo….. da solo</strong>”.</p>
<p><strong>E’ utile notare come questi due processi e le abilità collegate, presuppongono la capacità di diagnosticare autonomamente il problema</strong>. Si cerca di comprendere quello che lo ha causato e viene creata un’idea almeno generale dell’area alla quale il problema appartiene. <strong>Non è sempre così.</strong> Un possibile acquirente <strong>non è sempre capace</strong> di scegliere autonomamente il tipo di soluzione adatta a risolvere il suo problema. Per riuscire ad inquadrare con successo l’area generica o la categoria alla quale rivolgersi, un cliente ha necessità di un livello di comprensione del problema che non sempre è facilmente accessibile.</p>
<p><strong>Questa area, quella della “soluzione generale”,</strong> è il primo livello dove deve essere fortemente esercitata la leadership ed un marcato vantaggio competitivo  dell’attività professionale. Il primo livello di ricerca implica per il cliente che, se il ginocchio duole, e considerati i vari  tentativi vani di risolvere il problema con i farmaci generici, la soluzione migliore è quella di rivolgersi ad un “<strong>ginocchiologo”</strong>, l’esperto dei problemi del ginocchio.</p>
<p>Il nostro “<strong>ginocchiologo</strong>” è la risposta alla richiesta di una soluzione rapida al problema. Il passo successivo che il cliente idealmente potrebbe percorrere implica una ulteriore risposta alla domanda consequenziale: <strong>” Quale ginocchiologo?”</strong></p>
<p><strong>Questi due interrogativi sono esemplificativi di due livelli differenti e, in diverso modo, essenziali  che devono necessariamente essere coperti dalla comunicazione di marketing.<br />
</strong><br />
<strong>Se decidiamo di osservare questa modalità di acquisto con lo sguardo del cliente,</strong> possiamo notare che la <strong>soluzione particolare</strong> (il servizio offerto dal singolo professionista o lo studio) può essere acquistato <strong>solo dopo</strong> che il cliente ha acquistato –<strong>a livello intellettuale</strong>- la prima soluzione, quella generale. Le implicazioni della mancata o incompleta copertura di questi due punti sono evidenti:</p>
<p><strong>* Nel contesto del posizionamento dell’attività professionale</strong>, dimostrare l’importanza della soluzione generale al problema senza argomentare approfonditamente il “<strong>perché noi</strong>”,  ha un significato preciso: <strong>educare i clienti per poi spedirli ad acquistare dalla concorrenza</strong>. Per quanto questo possa sembrare strano, è abbastanza comune vedere argomentazioni forti e condivisibili sull’importanza di un servizio o di una soluzione che divengono deboli quando si tratta di comunicare al cliente la particolarità del proprio servizio.</p>
<p><strong>* La forza della argomentazione e la dimostrazione dell’unicità del servizio offerto</strong> (la soluzione speciale) diviene tanto più importante quanto più il cliente si avvicina alle <strong>fasi finali del ciclo di acquisto</strong>. In queste fasi è altamente probabile che altri concorrenti siano parte della rosa di candidati in competizione tra loro per l’acquisto. Perdere questa opportunità di affermare la propria unicità significa, quasi certamente, ridurre al lumicino le proprie possibilità di successo.</p>
<p><strong>* Una leadership efficace nella comunicazione e nel marketing dei servizi</strong> presuppone una presenza  costante ed una serie di attività di tipo informativo ed educativo che agiscano su entrambi i livelli.</p>
<p><a rel="nofollow" href="http://www.flickr.com/photos/pagedooley/">Photocredit</a></p>
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		<title>Marketing dei servizi: misurare i risultati</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Jul 2010 13:27:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Misurare l’efficacia ed il ritorno dell’investimento nel marketing dei servizi è un compito tanto complesso quanto importante. Comprendere quali risultati sono stati realizzati attraverso le varie iniziative diviene essenziale per capire come utilizzare nel modo migliore le limitate risorse disponibili. La lunghezza del ciclo di acquisto nel marketing dei servizi, la sua intrinseca complessità ed [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" title="Marketing dei servizi professionali misurare i risultati" src="http://farm4.static.flickr.com/3343/3209939998_c0028232b0.jpg" alt="" width="333" height="500" /><strong>Misurare l’efficacia ed il ritorno dell’investimento nel marketing dei servizi</strong> è un compito tanto complesso quanto importante. Comprendere quali risultati sono stati realizzati attraverso le varie iniziative diviene essenziale per capire come utilizzare nel modo migliore le limitate risorse disponibili.</p>
<p><strong>La lunghezza del ciclo di acquisto nel marketing dei servizi</strong>, la sua intrinseca complessità ed i fattori “relazionali” che ne sono alla base, non rendono questo compito agevole. E’ vero che alcune attività sono di più semplice misurazione e tracciabilità, ma altre tendono a sfuggire ad un controllo preciso. Questo naturalmente non esime dalla necessità di acquisire informazioni sui risultati ottenuti dalle varie attività.</p>
<p>Misurare l’efficacia delle strategie utilizzate implica l’abilità di tenere sotto controllo fattori oggettivi e soggettivi. Ecco alcuni punti che possono risultare utili alla creazione di una cultura della misurazione:</p>
<p><strong>1) Il primo punto, e probabilmente il più importante, è quello relativo alla creazione di un calendario di marketing.</strong> Registrare con cadenza giornaliera, settimanale e mensile le attività svolte, i risultati attesi e quelli effettivamente realizzati, è un ottimo punto di partenza, semplice ed economico da mettere in pratica.</p>
<p>E’ vero, alcune attività si prestano più facilmente ad essere misurate rispetto ad altre,  ma, nell’ottica del marketing dei servizi, l’elemento che è davvero importante da considerare è <strong>l’impatto a medio lungo termine delle iniziative di marketing</strong>. Se pensiamo di organizzare un seminario introduttivo, giusto per fare un esempio, e questo registra quaranta partecipanti, dei quali tre divengono immediatamente clienti, il calcolo dell’efficacia del  corso è istantanea.</p>
<p><strong>Ma se la comunicazione con i restanti partecipanti continua anche dopo il corso</strong>, sempre tenendo a mente il nostro esempio,  si potrebbe sperimentare il fatto che negli otto mesi successivi al seminario altri partecipanti si trasformino in clienti. A questo punto, l’impatto globale del seminario e della comunicazione successiva è ancora più evidente. Cosa accade nei dodici /diciotto mesi successivi? Dei rimanenti partecipanti al corso, esiste la possibilità che qualcuno di loro divenga cliente? Hanno parlato con i loro colleghi del corso? Hanno generato referenze?  <strong>Esistono dei risultati indiretti ma sostanziali che sono stati registrati nei mesi successivi?</strong></p>
<p><strong>2)  Essere costanti e persistenti nel riportare i risultati ottenuti</strong>, acquisire l’abitudine di <strong>registrare regolarmente i contatti con i clienti</strong>, le proprie impressioni e l’andamento della relazione, scoprire come i clienti sono arrivati e perché ci hanno scelto, <strong>sono elementi  che divengono utili ad una valutazione oggettiva e soggettiva della qualità delle iniziative di marketing</strong> che sono state intraprese nel corso degli anni.  Ormai esistono numerosi software per la gestione dei contatti che possono rendere questo lavoro di inserimento, aggiornamento e ricerca dei dati semplice e facilmente accessibile.</p>
<p><strong>3) Sistematizzare le attività di marketing e comunicazione</strong>. I contatti divengono clienti attivi attraverso un processo casuale, oppure esiste un processo strutturato<strong>? Come viene effettuata le scelta sulle opportunità che hanno più possibilità di trasformarsi in clienti?</strong> Scrivere le procedure di comunicazione e le strategie di contatto, verificando <strong>cosa funziona</strong> ed in <strong>quali condizioni,</strong> è un elemento importante della misurazione.</p>
<p>Purtroppo spesso accade che  le procedure di contatto con i clienti siano affidate più all’umore del giorno che ad una pianificazione accurata. <strong>Per riprodurre un elemento o un processo che è stato capace di generare un cliente o un contratto importante</strong> è indispensabile <strong>dissezionare</strong> la sequenza di contatto e di comunicazione utilizzata nelle sue parti essenziali. Se questi procedimenti sono lasciati al caso e non vengono standardizzati, risulterà molto difficile intervenire per migliorarli ed ottimizzarli.</p>
<p><strong>4) Controllare le sinergie</strong>. Le strategie di contatto che si concretizzano nella creazione di nuovi clienti sono spesso il <strong>prodotto dell’utilizzo di più strumenti (o tattiche) utilizzate in modo coordinato</strong>. Scoprire quale combinazione è vincente per un particolare target clienti permette di riprodurre e ottimizzare i risultati ottenuti.</p>
<p><strong>6) Ottimizzazione continua</strong>. Un piccolo cambiamento, la modifica di una presentazione o di un testo o la sequenza di contatti utilizzata nel corso di una negoziazione complessa, possono produrre un grosso cambiamento nell’efficacia globale delle strategie utilizzate. Istituire dei sistemi di misurazione per scoprire <strong>cosa realmente funziona e come funziona</strong> possono essere un grosso stimolo a migliorare ulteriormente l’efficacia dei vari strumenti utilizzati per il marketing.</p>
<p><a rel="nofollow" href="http://www.flickr.com/photos/pinksherbet/">Photocredit</a></p>
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		<title>La prova della coerenza per il marketing dei professionisti</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Jun 2010 14:59:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un piano di marketing efficace ed integrato per una attività professionale, non può trascurare un elemento  importante come la coerenza tra gli strumenti di marketing utilizzati ed i fini che si desidera raggiungere. Il  marketing per i servizi deve essere professionale, si dice, trascurando però una esplicitazione accurata  che definisca chiaramente quello che è professionale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" title="Piano di marketing per professionisti" src="http://farm4.static.flickr.com/3279/2399206537_1d8778f226.jpg" alt="" width="338" height="450" />Un piano di marketing efficace ed integrato per una attività professionale, non può trascurare un elemento  importante come la coerenza tra gli strumenti di marketing utilizzati ed i fini che si desidera raggiungere. Il  marketing per i servizi deve essere professionale, si dice, trascurando però una esplicitazione accurata  che definisca chiaramente <strong>quello</strong> che è professionale da <strong>ciò che non lo è</strong>.</p>
<p><strong>E’ relativamente semplice scegliere un arredamento professionale</strong> per lo studio, ma quando si tratta di definire <strong>cosa è professionale e coerente</strong> con la comunicazione di una attività di servizio, le cose si complicano.</p>
<p><strong>Una  prima analisi, dovrebbe mettere in evidenza il fatto che la coerenza tra mezzi (o strumenti di marketing) e obiettivi da realizzare,</strong> è perlomeno incompleta. Il fatto è che non esistono strumenti di marketing più o meno professionali o adatti ad un attività di servizio.  L’elemento chiave che dovrebbe essere preso in considerazione non è il mezzo o lo strumento di marketing in sé, ma <strong>come questo è</strong> utilizzato.</p>
<p>La controparte comunicativa relativa a “<strong>come</strong>” dovrebbe essere utilizzato uno strumento idi marketing può essere ritrovata specificamente in un elemento: l’atteggiamento di chi lo utilizza.</p>
<p><strong>Con il corretto atteggiamento (professionale)</strong>, il telefono, per esempio,  può trasformarsi da un’arma di disturbo ad un mezzo semplice ed economico per entrare in contatto con potenziali clienti, già esposti ai nostri messaggi di marketing. La differenza qui non è il mezzo o lo strumento, <strong>ma come il suo utilizzo viene pianificato ed eseguito in modo tattico e strategico.<br />
</strong><br />
<strong>Il secondo elemento relativo alla scelta degli strumenti da utilizzare</strong> per comunicare con i clienti  è direttamente collegato alla modalità di scelta, acquisto e costruzione della fiducia da parte del cliente.</p>
<p>Tradotto in pratica, questo concetto si trasforma in: <strong>professionale è ciò che è coerente alle modalità di scelta e valutazione del cliente. E’ il cliente, con la sua libertà di scelta, il giudice finale di un piano e di una modalità di comunicazione.<br />
</strong><br />
<strong>Questo significa che, per trasformare in modo professionale una semplice comunicazione o un messaggio è necessario, prioritariamente, confrontarsi con l’orientamento alla scelta del target clienti</strong>. In altre parole, è necessario comprendere <strong>come il cliente  forma il suo giudizio</strong> su una persona o uno studio, e gli elementi che contribuiscono o che allontanano  dalla scelta. <strong>Dettare dall’alto i criteri della professionalità senza considerarne i diretti beneficiari</strong>, è una follia che può portare a investimenti di marketing errati ed improduttivi.</p>
<p><strong>Marketing e comunicazione coerente o, marketing con integrità.<br />
</strong>La coerenza o integrità può essere definita una delle caratteristiche globali del marketing e della comunicazione per le attività professionali. Una delle ragioni principali è contenuta nell’essenza stessa del servizio. I clienti difficilmente possono sperimentarne i benefici o i risultati prima dell’acquisto.</p>
<p>Allo stesso tempo, le modalità e gli approcci con cui il servizio viene presentato, rappresentato e venduto, divengono elementi che partecipano e influenzano la scelta dei potenziali acquirenti.</p>
<p><strong>Il modo in cui viene fatto il marketing di un servizio è parte attiva nel criterio di scelta adottato dal cliente.</strong></p>
<p><strong>Questo concetto esposto sopra merita una accurata riflessione.</strong> Per molti servizi, il marketing, la comunicazione ed il rapporto di vendita con il professionista sono gli  unici elementi sui quali può appoggiarsi per maturare una decisione d’acquisto.  La modalità attraverso cui il servizio è presentato, <strong>diviene per il cliente una esperienza preliminare</strong> su <strong>come sarà servito</strong> nel momento in cui diverrà cliente.</p>
<p><a rel="nofollow" href="http://www.flickr.com/photos/erdogan/">Photocredit</a></p>
<p>﻿</p>
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		<title>Il dubbio della pubblicità per i servizi professionali</title>
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		<pubDate>Sun, 27 Jun 2010 14:58:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Per professionisti e studi professionali, utilizzare la pubblicità come strumento di marketing dovrebbe implicare una seria riflessione. Da un lato, scegliendo opportunamente il tipo di pubblicazione, è possibile esporre il messaggio di marketing ad una vasta platea. Da un altro lato, i costi elevati rendono una ripetizione del messaggio spesso impossibile per problemi di budget. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" title="Pubblicità servizi professionali" src="http://farm1.static.flickr.com/118/306041740_a0a506b496.jpg" alt="" width="334" height="350" />Per professionisti e studi professionali, utilizzare la pubblicità come strumento di marketing dovrebbe implicare una seria riflessione. Da un lato, scegliendo opportunamente il tipo di pubblicazione, è possibile esporre il messaggio di marketing ad una vasta platea. Da un altro lato, i costi elevati rendono una ripetizione del messaggio spesso impossibile per problemi di budget.</p>
<p><strong>La decisione sui mezzi da utilizzare per il marketing e la comunicazione è di importanza strategica.</strong> Utilizzare una singola cannonata sperando di colpire il bersaglio? Oppure usare altri mezzi che permettano di veicolare la comunicazione con una presenza a medio lungo termine ed una frequenza superiore?</p>
<p><strong>La lunghezza e complessità del ciclo di acquisto dei servizi</strong> suggeriscono di optare per la seconda strategia. Investendo in pubblicità è facile spendere in poco tempo l’intero budget disponibile. Se non  dovesse funzionare… (spesso non funziona) Cosa si fa?</p>
<p><strong>Nel marketing dei servizi, una presenza continuativa è sempre più efficace di un singolo flash</strong>. Mantenere una contatto prolungato consente, a differenza della pubblicità a “colpo singolo”, di modificare l’approccio utilizzato nel corso del tempo. <strong>Creando e mettendo in pratica  sistemi di misurazione e feedback</strong>, è possibile aggiustare il tiro in funzione delle risposte ricevute.</p>
<p><strong>Un’inserzione, al contrario è come un colpo di cannone</strong>. Una volta sparato non è più possibile correggerne la direzione. Se non colpisce il bersaglio, <strong>il denaro è perso, per sempre</strong>. Proprio per questa ragione, la pubblicità per i servizi professionali dovrebbe essere curata e pianificata con la massima cura.</p>
<p><a rel="nofollow" href="http://www.flickr.com/photos/darwinbell/">Photocredit</a></p>
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		<title>Il mito della rete di vendita per i servizi professionali</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Jun 2010 14:45:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E’ un dato di fatto. La maggior parte dei professionisti odia il marketing e la vendita. Questo d’altronde è un tratto comportamentale che accomuna la maggior parte delle professioni di natura intellettuale. “Sono bravo, competente e  le mie soluzioni sono ottime…. Perché devo perdere tempo facendo qualcosa come il marketing e/o la vendita che non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" title="Rete vendita servizi professionali" src="http://farm3.static.flickr.com/2634/3704738603_03c671c78e.jpg" alt="" width="360" height="270" /><a rel="nofollow" href="http://www.flickr.com/photos/ohaodha/"></a></p>
<p>E’ un dato di fatto. La maggior parte dei professionisti odia il marketing e la vendita. Questo d’altronde è un tratto comportamentale che accomuna la maggior parte delle professioni di natura intellettuale.</p>
<p>“Sono bravo, competente e  le mie soluzioni sono ottime…. Perché devo perdere tempo facendo qualcosa come il marketing e/o la vendita che non mi piace e soprattutto non mi si addice ed è fonte di disagio?”</p>
<p><strong>La resistenza al marketing ed all’innovazione</strong> è forse una delle cause principali della staticità del mercato dei servizi professionali in Italia. A questo si aggiungono stereotipi errati sul marketing ed una diffusione inefficace delle modalità di comunicazione realmente adatte al marketing dei servizi.  Se poi si aggiunge la scarsa mobilità sociale e l’utilizzo sistematico della cooptazione, si ha un quadro sufficientemente chiaro sull’accesso alle professioni in Italia.</p>
<p><strong>Allo stesso tempo, ci  ritroviamo  circondati da venditori e rappresentanti di ogni genere</strong>. Il passaggio di livello effettuato da molti professionisti è quasi automatico: <strong>perché non utilizzare un venditore o un procacciatore di affari per trovare clienti per la mia attività?</strong> Potrei pagarlo a percentuale sui risultati e in questo modo le spese fisse sono ridotte al minimo. Se l’idea non dovesse funzionare…non perdo nulla.</p>
<p><strong>Questo ragionamento, piuttosto comune, è viziato nella sua applicazione pratica</strong> da una  serie di complessità  di fondo, direttamente collegate alla problematicità specifica del marketing e vendita del servizio professionale.</p>
<p><strong>* Il ciclo di acquisto dei servizi professionali è, nella maggioranza dei casi, lungo e complesso.</strong> I tempi tra il primo contatto con un potenziale cliente e l’effettiva chiusura della vendita possono variare da  pochi mesi per arrivare a uno o anche due anni.</p>
<p><strong>Trovare un intermediario o venditore che sia capace di attendere per un tempo così lungo</strong> è una chimera. Cosi come è estremamente difficile che, in assenza di strumenti di marketing avanzati, questa persona sia capace di aiutare il potenziale cliente durante la sua progressione  nel ciclo di acquisto.</p>
<p><strong>* Delegare a terzi il <a title="marketing servizi professionali" href="http://www.businessdoctor.it/wp/2010/06/01/copia-e-svanisci-il-grande-errore-nel-marketing-dei-servizi-professionali/">marketing e la vendita dei servizi professionali </a>è reso ancora più complicato dall’aspetto relazionale del rapporto tra professionista e cliente.</strong> Tipicamente la relazione di fiducia tra professionista e cliente si instaura attraverso <strong>una serie di contatti ripetuti nel tempo</strong>. Questi contatti hanno una natura strettamente personale. La relazione di fiducia viene a crearsi tra <strong>chi</strong> acquista il servizio e <strong>chi</strong> lo attua.</p>
<p><strong>Inserire una terza persona sotto forma di venditore o   intermediario, rende la costruzione di questa relazione “incestuosa”.</strong> Il professionista trasmette la sua professionalità e l’affermazione di valore al venditore che a sua volta cerca di comunicarla  al futuro cliente.</p>
<p><strong>Secondo questo processo, una volta che il cliente ha maturato la decisione di acquisto,</strong> – sposta- il livello della conversazione direttamente <strong>con –chi- effettua il servizio. </strong>Questo processo  è molto  più macchinoso e complesso nella realtà di quanto possa apparire. Oltretutto occorre considerare che la vendita e negoziazione vera e propria avviene solo ed esclusivamente tra il professionista ed il cliente.</p>
<p>Affinché il processo di marketing dei servizi affidato ad intermediari possa funzionare, è richiesta la presenza di numerosi fattori molto difficili da fare coesistere insieme, tra cui:</p>
<p><strong>* Elevata competenza e professionalità dell’intermediario </strong>che deve conoscere impeccabilmente sia la situazione del cliente sia le specifiche del servizio professionale.</p>
<p><strong>* Capacità di nutrire e consolidare la relazione</strong> anche per tempi molto lunghi</p>
<p><strong>* Avere a disposizione strumenti, procedure, pratiche e metodologie di marketing ripetibili</strong> che siano di supporto alla crescita della relazione.</p>
<p><strong>* Una metodologia per spostare la fiducia creata tra il venditore ed il cliente in direzione del  professionista,</strong> quando il potenziale cliente è nelle condizioni di prendere una decisione di acquisto.</p>
<p><strong>E’ chiaro che l’accadimento di  queste condizioni è realmente complesso e non può  essere ottenuto se non con uno studio e sviluppo dettagliato di strategie e piani di marketing  strategico e  operativo</strong>. La apparente semplicità del modello di distribuzione dei servizi professionali richiede studio, impegno e risorse che difficilmente possono essere acquisite dall’oggi al domani.</p>
<p><a rel="nofollow" href="http://www.flickr.com/photos/ohaodha/">Photocredit</a></p>
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		<title>Copia e svanisci: Il grande errore nel marketing dei servizi professionali</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jun 2010 14:45:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
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		<category><![CDATA[strategia di marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[La strategia (se può chiamarsi tale) del copia ed incolla è un fenomeno che può essere realmente esiziale per i professionisti. Ovviamente non  parlo di imitazione di contenuti, materiali di marketing, ecc. L&#8217;imitazione intesa in senso generale può produrre gravi danni a chiunque si occupi di fornire servizi professionali. Copiare o imitare le strategie di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.businessdoctor.it/wp/wp-content/uploads/2010/06/Copiare-e-svanire-marketing-dei-servizi.jpg"><img class="size-full wp-image-694 aligncenter" title="Copiare-e-svanire-marketing-dei-servizi" src="http://www.businessdoctor.it/wp/wp-content/uploads/2010/06/Copiare-e-svanire-marketing-dei-servizi.jpg" alt="" width="595" height="411" /></a></p>
<p>La strategia (se può chiamarsi tale) del copia ed incolla è un fenomeno che può essere realmente esiziale per i professionisti. Ovviamente non  parlo di imitazione di contenuti, materiali di marketing, ecc. L&#8217;imitazione intesa in senso generale può produrre gravi danni a chiunque si occupi di fornire servizi professionali.</p>
<p>Copiare o imitare le strategie di successo a dire il vero, potrebbe essere una cattiva idea anche per altre attività, anche non necessariamente attività di servizio. Un piccolo esempio è sufficiente considerare cosa succede quando piccole imprese cercano di imitare le strategie pubblicitarie delle grosse multinazionali.</p>
<p>Queste società possono permettersi di spendere milioni in pubblicità senza vedere un minimo ritorno economico, anche solo per mantenere e consolidare la loro immagine. Una piccola impresa che fosse desiderosa di percorrere questa strada, si ritroverebbe in bancarotta in men che non si dica.</p>
<p>Il medesimo processo viene in taluni casi seguito da alcune attività professionali che cercano di imitare (qualche volta copiando, altre volte semplicemente ispirandosi) al modo di comunicare dei leader del proprio settore di appartenenza.</p>
<p><strong>Il processo di pensiero è logico, sotto alcuni aspetti anche comprensibile</strong>. Loro sono i migliori del campo. Se appaio come loro, potrò competere ad armi pari. Riuscirò ad erodere una parte della loro fetta di mercato e conquistare la mia posizione.</p>
<p><strong>Certo, è semplice</strong>. Solo che quella parte di mercato è già occupata (magari da decenni) dal leader che non ha alcuna intenzione di cedere, ed ha risorse disponibili per scuotere  via facilmente questi assalti.</p>
<p><strong>Questo approccio coglie solo parzialmente</strong> il modo di approcciarsi alla creazione di una strategia di marketing e comunicazione efficace. Infatti il modello imitativo si limita in genere a studiare<strong> l&#8217;aspetto più esteriore</strong> della comunicazione. Si tenta di riprodurre gli elementi che sono più facilmente accessibili, siti web, brochure, materiali di marketing ecc. In questo schema dell&#8217;<strong>imitazione del visibile</strong> rimangono chiaramente inaccessibili gli elementi che nel tempo hanno reso tali i leader del mercato.</p>
<p><strong>L&#8217;effetto finale non è altro che una banale ed inutile contraffazione</strong>. E&#8217; banale perché ogni imitazione non può che essere tale. E&#8217; inutile perché mimare l&#8217;essenza di qualcosa non garantisce in alcun modo la capacità di  operare e competere come se la si possedesse.</p>
<p>L&#8217;alternativa praticabile, forse l&#8217;unica percorribile, sostenibile ed ecologica, comporta la padronanza della <strong>decostruzione e ricostruzione della leadership. </strong></p>
<p><strong>Decostruire</strong>, identificando gli elementi che hanno reso tali le attività leader è un buon passo iniziale.</p>
<p><strong>Ricostruire, o costruire da zero la propria identità professionale</strong>, partendo da una analisi delle proprie abilità e passioni, raffrontate con  possibili vuoti di mercato, è il secondo passo.</p>
<p><strong>Questo lavoro è &#8211; realmente creativo &#8211; </strong>Ma è una creatività che non ha nulla a che fare con l&#8217;aspetto esteriore o con un nuovo logo o un design innovativo per il sito web. E&#8217; una creatività messa al servizio di cambiamenti sostanziali nel modo di concepire e sostenere l&#8217;attività professionale.</p>
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		<title>Il mito del “bisogno” nel marketing dei servizi professionali</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Nov 2009 15:18:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Marketing Servizi]]></category>
		<category><![CDATA[Miti e leggende del marketing]]></category>
		<category><![CDATA[bisogno]]></category>
		<category><![CDATA[marketing dei servizi]]></category>

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		<description><![CDATA[Poche cose sono fraintese come il concetto di &#8220;bisogno&#8221; nel marketing. Specialmente per chi si trovi impreparato a passare dalla promozione e marketing di prodotti al marketing dei servizi, questo fraintendimento può generare delusioni, brutte sorprese. L&#8217;effetto può risultare in un marketing inefficace. Se,  per quanto riguarda un prodotto,  è sicuramente possibile ottenere risultati anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><img class="aligncenter size-full wp-image-434" style="border: 0pt none; margin: 0px;" title="Il mito del bisogno nel  marketing dei  servizi professionali" src="http://www.businessdoctor.it/wp/wp-content/uploads/2009/11/Il-mito-del-bisogno-nel-marketing-dei-servizi-professionali.jpg" alt="Il mito del bisogno nel  marketing dei  servizi professionali" width="561" height="477" /><br />
<strong>Poche cose sono fraintese come il concetto di &#8220;bisogno&#8221; nel marketing</strong>. Specialmente per chi si trovi impreparato a passare dalla promozione e marketing di prodotti al marketing dei servizi, questo fraintendimento può generare delusioni, brutte sorprese. L&#8217;effetto può risultare in un marketing inefficace.</p>
<p>Se,  per quanto riguarda un prodotto,  è sicuramente possibile ottenere risultati anche soddisfacenti con un mix di pubblicità, promozione e connessione con gli utenti fino a creare una sorta di &#8220;bisogno&#8221; nel potenziale cliente, nel caso dei servizi il discorso è realmente differente.</p>
<p>E&#8217; assolutamente possibile acquistare un player di file musicali esclusivamente per il suo brand, perchè è un simbolo, è bello e oltretutto è anche &#8220;cool&#8221;. Ovviamente sai a quale player mi sto riferendo.</p>
<p><strong>Ma, al contrario, non sentirai mai qualcuno dire: &#8220;sono così eccitato dal lavoro che sto facendo con il mio consulente&#8221;</strong>.</p>
<p><strong>Pensare che, attraverso le iniziative di marketing</strong>, un potenziale cliente si svegli la mattina ed aspetti l&#8217;ora di apertura di uno studio per precipitarsi e dire: &#8220;ho bisogno dei tuoi servizi&#8221; non è solo falso, ma è fuorviante. Se un potenziale cliente ti chiama oppure visita il tuo ufficio non è perchè ha &#8220;bisogno di te&#8221;, ma <strong>perchè ha bisogno di convincersi che tu o i tuoi servizi sono la giusta soluzione per il suo problema.<br />
</strong></p>
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