<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Business Doctor Marketing Blog &#187; Branding</title>
	<atom:link href="http://www.businessdoctor.it/wp/tag/branding/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.businessdoctor.it/wp</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Thu, 29 Dec 2011 15:23:01 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>Marketing dei servizi: alcune dinamiche dell&#8217;intervento di crisi</title>
		<link>http://www.businessdoctor.it/wp/2009/10/28/marketing-dei-servizi-alcune-dinamiche-dellintervento-di-crisi/</link>
		<comments>http://www.businessdoctor.it/wp/2009/10/28/marketing-dei-servizi-alcune-dinamiche-dellintervento-di-crisi/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 15:34:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alessandro</dc:creator>
				<category><![CDATA[B2B Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing per Professionisti]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing Servizi]]></category>
		<category><![CDATA[Branding]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[intervento di crisi]]></category>
		<category><![CDATA[posizionamento]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.businessdoctor.it/wp/?p=346</guid>
		<description><![CDATA[Trasformare la crisi in opportunità è probabilmente una delle frasi che viene riportata più frequentemente nel web (talvolta anche a sproposito). Quello di cui vorrei parlare in questo intervento è la posizione che molti professionisti e studi assumono durante un intervento “di emergenza”. Esistono diverse attività professionali per le quali  i  servizi vengono richiesti principalmente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><strong><img class="aligncenter size-full wp-image-347" style="border: 0pt none; margin: 0px;" title="Marketing Servizi Intervento momento di Crisi" src="http://www.businessdoctor.it/wp/wp-content/uploads/2009/10/Marketing-Servizi-Intervento-momento-di-Crisi.jpg" alt="Marketing Servizi Intervento momento di Crisi" width="446" height="514" /><br />
Trasformare la crisi in opportunità</strong> è probabilmente una delle frasi che viene riportata più frequentemente nel web (talvolta anche a sproposito).</p>
<p><strong>Quello di cui vorrei parlare in questo intervento</strong> è la posizione che molti professionisti e studi assumono durante un intervento “di emergenza”. Esistono diverse attività professionali per le quali  i  servizi vengono richiesti principalmente in occasione di crisi o di necessità impellente.</p>
<p><strong>L&#8217;intervento di crisi, in funzione dell&#8217;attività professionale o del servizio svolto, in genere può percorrere queste  strade:</strong></p>
<p><strong>* Il professionista risolve direttamente</strong> il problema per il cliente (servizio reso)<br />
<strong>* Il professionista offre al cliente indicazioni</strong> su come risolvere il problema (consulenza classica)<br />
<strong>* Il professionista ed il cliente insieme</strong> trovano la strada migliore da percorrere e le migliori soluzioni possibili al problema (consulenza collaborativa e di processo).</p>
<p><strong>In funzione della gravità della crisi</strong> e dei tempi richiesti per un possibile intervento, il cliente ha limitati percorsi di azione a sua disposizione per risolvere il problema.</p>
<p>Il tempo che il cliente ha a disposizione per compiere una scelta in un momento di difficoltà è uno degli elementi chiave che condizionano la sua scelta. Se ci fosse molto tempo per riflettere e scegliere&#8230;non si tratterebbe di una crisi!</p>
<p><strong>Se il cliente ha poco tempo per decidere per una soluzione</strong>, data la gravità del problema, le sue opzioni di scelta sono limitate da diversi fattori, tra cui:</p>
<p><strong>* La conoscenza diretta </strong>di un professionista. Il cliente sa può aiutarlo per risolvere quel determinato problema.</p>
<p><strong>* Il fatto che nella sua sfera di relazioni </strong>più strette esista qualcuno che può consigliargli un professionista in grado di aiutarlo in quella particolare problematica.</p>
<p><strong>* Il fatto che il cliente abbia o meno a disposizione</strong> un criterio di scelta per decidere a quale professionista rivolgersi ed a quali condizioni.</p>
<p><strong>Si può affermare senza paura di sbagliare che più il tempo per la scelta è limitato</strong>, maggiori sono per il cliente le paure di compiere una scelta errata.</p>
<p><strong>E&#8217; anche possibile che, nel tentativo di &#8220;chiudere la falla&#8221; </strong>causata dal problema pressante, il cliente scelga semplicemente una soluzione parziale, una specie di<br />
“tappabuchi”. Agendo in questo modo si riserva la possibilità di scegliere quella che lui ritiene la soluzione definitiva in un secondo momento.</p>
<p><strong>Le possibili implicazioni di questa modalità operativa</strong> da parte di un cliente di fronte ad un problema impellente, che richiede soluzione in tempi rapidi, sono diverse e meritano una particolare attenzione.</p>
<p><strong>Queste implicazioni hanno a che vedere con la posizione</strong> che il professionista assume agli occhi del cliente, <strong>durante </strong>la fase di scrutinio e <strong>durante </strong>l&#8217;intervento.</p>
<p><strong>E&#8217; possibile che le scelte del cliente siano il risultato di una paura ed ansia generalizzata:</strong> paura del problema ed incertezza della soluzione. Durante la ricerca della soluzione e anche durante il servizio, è probabile che molti degli atteggiamenti del cliente siano rivolti prevalentemente alla <strong>protezione del budget.</strong></p>
<p>Tutti questi fattori, insieme alla inevitabile alterazione emozionale dovuta al fatto che si deve cercare una soluzione e che questa  deve essere ottenuta in un tempo ragionevolmente limitato, rende l&#8217;acquisizione del cliente &#8220;in crisi &#8221; da parte di un professionista, particolarmente complessa e difficile.</p>
<p><strong>Per essere più preciso, quello che è più arduo è il superamento della posizione iniziale.</strong> Aiutare un cliente attraverso un intervento “di emergenza” non rende automaticamente questo cliente come acquisito in modo definitivo.</p>
<p><strong>E&#8217; chiaro che elementi come la qualità e velocità del lavoro fatto</strong> per il cliente insieme ad una corrispondenza tra le sue aspettative di qualità e servizio offerto  insieme al valore percepito, possono “mettere i semi” per una futura collaborazione continuativa.</p>
<p><strong>Quest&#8217;ultima però, non è  per nulla scontata</strong> se non vengono intraprese azioni di marketing e comunicazione <strong>successive</strong>. Queste iniziative hanno lo scopo di <strong>rinforzare </strong>la percezione iniziale di un “lavoro ben fatto” e allo stesso tempo illustrare al cliente la possibilità di un lavoro che può anticipare o prevenire problemi simili a quelli risolti in precedenza.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.businessdoctor.it/wp/2009/10/28/marketing-dei-servizi-alcune-dinamiche-dellintervento-di-crisi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

