Contenuti web colpevoli senza possibilità di appello!

Il ritornello del web marketing: per avere sucesso sul web hai bisogno di buoni contenuti. Non posso che essere d’accordo con questa affermazione.
Il problema reale, a questo punto, è quello del criterio: Cosa vuol dire buoni contenuti, oppure,  cosa significa  contenuti di qualità? Meglio ancora: Chi giudica la qualità dei contenuti?

Mettiamoci d’accordo! E’ indubitabile che i contenuti di qualità siano la linfa vitale di un sito web che funzioni e che permetta ai visitatori di ottenere le risposte e le informazioni che cercano.

Buoni contenuti solo per il web? (una piccola parentesi)
Non vorrei discutere del fatto che presentare dei buoni contenuti dovrebbe essere un “must” non solo per il marketing elettronico, ma per qualunque forma di comunicazione.

Nella realtà purtroppo accade il contrario. Quando si tratta di creare dei materiali di marketing, la forma (il design e l’aspetto estetico) ha spesso il sopravvento sulla qualità del contenuto.

Per ritornare alla domanda principale, quale è la corte di cassazione dei contenuti? Chi è che possiede il giudizio finale sulla qualità dei contenuti per il web?

La parola al giudice:  il visitatore! E’ lui allo stesso tempo il soggetto ed il presidente della corte che decide con i suoi criteri insindacabili e paralegali, se e come un sito sia coerente e congruente con i suoi desideri ed aspettative.

Due semplici sintomi che ci aiutano a capire se i nostri contenuti sono nella condizione di “indagati”

* Bounce Rate (Tasso di rimbalzo). Guarda le statistiche del tuo sito. Se i visitatori abbandonano la navigazione dopo pochi secondi e poche pagine viste, è molto probabile che i contenuti del sito non siano coerenti con le aspettative dei visitatori.

* Pagine di uscita dal sito. Queste sono le pagine che fanno dire Goodbye al tuo visitatore. Se alcune di queste pagine hanno un elevato tasso di abbandono della navigazione rispetto ad altre, è probabile che i contenuti debbano essere modificati.

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