Diagnosi e marketing dei servizi di consulenza professionale

Vendere e proporre servizi di consulenza è molto differente da ogni altro genere di vendita professionale. La differenza tra il marketing dei servizi e quello di beni materiali è percepita da molti con sufficiente chiarezza. Il marketing, la vendita e la negoziazione di servizi complessi e personalizzati come quelli di consulenza, implicano uno sforzo aggiuntivo volto a comprendere la difficoltà di un processo di acquisto spesso lungo e irto di difficoltà.

Si suppone che un servizio debba soddisfare un bisogno e allo stesso tempo risolvere un problema. Ma prima che un cliente acquisti un servizio complesso come quello della consulenza, diverse condizioni devono essere presenti e il cliente deve passare attraverso diverse fasi.
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Un servizio non è una coca cola

Il desiderio e la spinta verso il raggiungimento di una visibilità ottimale e di una esposizione, anche mediatica  della propria attività professionale è condiviso dalla maggior parte dei professionisti.  Per chi ha l’obiettivo di acquisire nuovi clienti, conoscere nuove persone e stringere relazioni proficue  che possano trasformarsi  in clienti, sono i desideri in cima alla lista.

Se questa ambizione ad essere visibili ed appetibili per dei futuri acquirenti è giustamente il cuore delle attività di marketing e di promozione, il focus, gli strumenti utilizzati ed i messaggi inviati ai potenziali clienti, spesso non raggiungono il risultato sperato. Questa frattura, questa divergenza tra gli obiettivi sperati ed i risultati effettivamente ottenuti è spesso determinata dalla particolare modalità che i clienti utilizzano per acquisire servizi, consulenza e prestazioni professionali. Leggi tutto

Un piano per mantenere i clienti e aumentare i profitti

Mantenere attivo e vitale il portafoglio clienti è una delle attività che giustamente viene percepita come prioritaria da professionisti e studi.  Il modello di business di molte attività professionali d’altra parte ha, alla base della sua redditività, programmi di servizio di tipo ripetitivo, o collaborazioni a medio-lungo termine  di assistenza che garantiscono allo stesso tempo sicurezza e redditività.

Dal punto di vista dell’efficacia economica dell’attività professionale, questo modello può essere molto vantaggioso. Un numero sufficiente di clienti con i quali si è stabilito  un rapporto collaborativo di tipo continuativo, spesso garantisce la stabilità finanziaria sufficiente a pianificare le strategie di espansione ed a supportare le attività di marketing e comunicazione necessarie per questo scopo. Leggi tutto

Il virus della vendita per i servizi professionali


Generare ed ottenere un cliente pagante per l’attività professionale richiede tempo ed impegno. Dal momento del primo contatto a quello della firma del contratto possono passare settimane, in alcuni casi anche diversi mesi. Questa lunghezza è proporzionale alla complessità del servizio, all’impegno economico ed alla percezione relativa all’urgenza relativa al problema che il servizio potrebbe risolvere. Leggi tutto

La trappola della consulenza gratuita

Consulenza Gratuita passare dal gratis al essere pagati

Molti giovani (e non) professionisti , con l’auspicio di convertire più contatti in clienti, provano ad offrire gratuitamente i loro servizi di consulenza. L’ideologia che sostiene questa pratica è generalmente questa: “Inizio offrendo questa consulenza gratis, quando si renderanno conto di quanto sono bravo e capace…diverranno clienti in men che non si dica. “

Chi ha sperimentato questa tecnica, conosce bene i risultati finali. Quando il processo va bene si perde una quantità spropositata di tempo offrendo servizi gratuitamente senza che nessuno dei beneficiari si trasformi in cliente.

Quando il servizio di consulenza gratuita funziona male, si passano giorni in attesa, vicini al telefono che, invece, rimane muto. Leggi tutto

Alcuni pensieri sparsi e non definitivi su determinati network relazionali

Ogni tanto mi capita di essere invitato a partecipare a qualche New Entry nel campo dei network relazionali. Poiché sono una persona curiosa, vado regolarmente a vedere di cosa si tratta.

Molti di questi network sono sempre pieni di persone desiderose di vendere. Questo non è un problema in sé, ovviamente. Quello che però mi colpisce particolarmente è quello che mi piace chiamare “l’effetto pollaio”.

Se nel mio pollaio ci sono solo galli, chi è che fa le uova?
La stragrande maggioranza del persone che appartengono a questi network sono tutte lì stipate perché hanno lo scopo di vendere qualcosa (non cambia nulla se si tratta di prodotti o di servizi).

Continuo la riflessione chiedendomi se qualcuno dei partecipanti si è unito al network perché era disponibile ad acquistare qualcosa da qualcuno.

Questa è la mia opinione: invece di spendere tempo inutilmente in luoghi virtuali che, probabilmente, sono affollati di persone motivate esclusivamente dal desiderio di promuovere la loro attività,  non sarebbe meglio dedicare lo stesso tempo in modo più produttivo, contattando persone reali , veri potenziali clienti con i quali esista una possibilità reale di fare business?

(ovviamente questa è una analisi superficiale…ma non troppo)
:D

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