Il virus della vendita per i servizi professionali


Generare ed ottenere un cliente pagante per l’attività professionale richiede tempo ed impegno. Dal momento del primo contatto a quello della firma del contratto possono passare settimane, in alcuni casi anche diversi mesi. Questa lunghezza è proporzionale alla complessità del servizio, all’impegno economico ed alla percezione relativa all’urgenza relativa al problema che il servizio potrebbe risolvere.

Come per la propagazione di un virus, il processo della vendita dei servizi professionali necessita di un periodo di incubazione. Sicuramente una strategia di marketing e comunicazione ottimale può ridurre questo lasso temporale. Utilizzare strategie troppo invasive comporta la possibilità di minare la relazione faticosamente costruita con il potenziale cliente.

Strategie di vendita o di comunicazione che siano percepite come “coercitive” dal potenziale cliente possono facilitare lo sviluppo di più forti barriere immunitarie che possono condurre ad una interruzione del processo di comunicazione. Il risultato è che il cliente diviene immune alle iniziative di marketing e sviluppa una resistenza all’acquisto (o alle persone che hanno mancato nel compito di facilitare l’acquisto).

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La trappola della consulenza gratuita

Consulenza Gratuita passare dal gratis al essere pagati

Molti giovani (e non) professionisti , con l’auspicio di convertire più contatti in clienti, provano ad offrire gratuitamente i loro servizi di consulenza. L’ideologia che sostiene questa pratica è generalmente questa: “Inizio offrendo questa consulenza gratis, quando si renderanno conto di quanto sono bravo e capace…diverranno clienti in men che non si dica. “

Chi ha sperimentato questa tecnica, conosce bene i risultati finali. Quando il processo va bene si perde una quantità spropositata di tempo offrendo servizi gratuitamente senza che nessuno dei beneficiari si trasformi in cliente.

Quando il servizio di consulenza gratuita funziona male, si passano giorni in attesa, vicini al telefono che, invece, rimane muto. Leggi tutto

Alcuni pensieri sparsi e non definitivi su determinati network relazionali

Ogni tanto mi capita di essere invitato a partecipare a qualche New Entry nel campo dei network relazionali. Poiché sono una persona curiosa, vado regolarmente a vedere di cosa si tratta.

Molti di questi network sono sempre pieni di persone desiderose di vendere. Questo non è un problema in sé, ovviamente. Quello che però mi colpisce particolarmente è quello che mi piace chiamare “l’effetto pollaio”.

Se nel mio pollaio ci sono solo galli, chi è che fa le uova?
La stragrande maggioranza del persone che appartengono a questi network sono tutte lì stipate perché hanno lo scopo di vendere qualcosa (non cambia nulla se si tratta di prodotti o di servizi).

Continuo la riflessione chiedendomi se qualcuno dei partecipanti si è unito al network perché era disponibile ad acquistare qualcosa da qualcuno.

Questa è la mia opinione: invece di spendere tempo inutilmente in luoghi virtuali che, probabilmente, sono affollati di persone motivate esclusivamente dal desiderio di promuovere la loro attività,  non sarebbe meglio dedicare lo stesso tempo in modo più produttivo, contattando persone reali , veri potenziali clienti con i quali esista una possibilità reale di fare business?

(ovviamente questa è una analisi superficiale…ma non troppo)
:D

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Perché applicare il metodo “Triage” ai servizi di consulenza?

triage-consulenzaLa metodologia del Triage, resa popolare da serie televisive come E.R., è diventata un termine di uso comune. Nata in periodo di guerra come strumento essenziale per salvare il salvabile ed aiutare il maggior numero di feriti utilizzando il minor numero di persone possibile, questa tecnica è divenuta ormai uno strumento ed una pratica essenziale in tutti pronto soccorso del mondo. Leggi tutto