Resistere alla realtà

Ricordo una conversazione fatta tramite email con uno dei lettori della mia newsletter. Mi disse che aveva lanciato un costoso e impegnativo programma di marketing diretto, volto a creare delle nuove partnership per la sua attività professionale. Il programma fu, a suo dire, completamente inefficace. Non ottenne alcuna risposta.
Nella frase successiva mi disse che aveva intenzione di ripetere l’esperimento, usando il medesimo approccio. “Deve funzionare” mi scrisse.
Onestamente non so dire come siano andati i suoi tentativi successivi. Non abbiamo più avuto occasione di sentirci. Basandomi sulla mia esperienza posso affermare che se un’iniziativa di marketing non funziona, ripeterla senza cambiare una virgola è una ricetta per il fallimento e conseguente perdita di tempo e denaro.
Molte persone resistono alla realtà.
Questa lotta viene condotta in molteplici modi e sfumature. A volte avviene attraverso l’intento di imporre con la forza bruta un idea al mercato. Altre volte accade con il tentativo di prescrivere ad un mercato come deve acquistare.
Una delle radici di questi comportamenti risiede in una sorta di volontarismo epico. “Se ci credi puoi farlo”. “Cambia i tuoi pensieri e il tuo mondo cambierà di conseguenza”. Molte scuole di crescita personale propagandano queste convinzioni che, probabilmente in un certo senso possono essere efficaci (anche se non per tutti). Sicuramente puoi cambiare la tua vita. Cambiare il mercato è leggermente più lungo…e complicato.
Il problema sorge quando la forza di volontà titanica si oppone e contrasta con la realtà dei fatti. Per alcuni diviene una sfida. Più la realtà è differente dai propositi, più la sfida diviene globale. Si costruisce un ego smisurato che, con il suo desiderio di potenza, vuole opporsi e plasmare la realtà circostante:
“Deve funzionare”
“I clienti saranno eccitati dal nostro nuovo prodotto”
“Questa idea sconvolgerà il mercato”
Esiste un sistema semplice ed economico per evitare di essere imprigionati dalla resistenza alla realtà: “testare le idee“. Spesso può essere fatto con pochissima spesa, prima ancora di avere creato un prodotto o un servizio. Ovviamente c’è sempre un grosso elemento che spesso si scontra con il concetto di testare le idee: la grandezza dell’ego.
Un ego potente ed una volontà inarrestabile, unite alla fede cieca sul successo di un’idea possono produrre un fallimento catastrofico. Oppure un successo superiore alle più rosee aspettative.
Aspetta. Non c’è una contraddizione in questo?
Sicuramente. Questa è la parte più difficile. Vivere la realtà attraverso la contraddizione.
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Se tiri un pugno e non ha effetto, la cosa più stupida che puoi fare è tirare nuovamente un pugno nello stesso punto.
Imparato dopo tante lezioni di Jeet Kune Do.
A meno che tu non ricorra alla mitica tecnica dei “pugni a catena”
…capire fino a che punto è necessario essere determinati e quando invece bisogna cambiare strategia per non prendere troppi cazzotti dalla realtà…questa è intelligenza!
…giustissimo essere flessibili per carità… mi viene però da pensare al batterista dei beatles che lascia il gruppo tre mesi prima del loro successo lasciando dopo anni di lavoro il suo posto a Ringo Star…che cazzotto!!!…voleva cercarsi un lavoro serio:-(
Stefano… poi ci và un poco di culo. Il primo cantante degli AC/DC (Bon Scott) era in il loro autista, poi l’hanno fatto cantare una volta…
è molto più facile credere di poter piegare il mondo ai nostri voleri, piuttosto che impegnarsi a capire ed adattarsi alla realtà delle cose. Il mondo si può cambiare,ma necessita dello sforzo comune di tutti e non del singolo .