Chi non conosce un critico distruttore?

Questo tipo di persone appaiono perennemente insoddisfatte. Sia che si tratti di una cena in un nuovo ristorante, la visione di un film, oppure un nuovo libro appena uscito, vengono tutti stroncati miseramente. Costoro sono degli ipercritici. Qualunque cosa passi sotto il loro sguardo analitico viene regolarmente dissezionata, sminuzzata, ed in seguito, distrutta.
Questo atteggiamento purtroppo è contagioso. Non di rado queste persone si riuniscono in gruppi. Gruppi di distruzione. Ogni cosa, ogni creazione umana (e non) che passi sotto il loro sguardo viene annichilita. Se ti dovesse capitare di entrare in contatto con queste persone, è facile che dopo mezz’ora anche tu ti ritrovi a pensare che il mondo è uno schifo, la vita è uno schifo…ecc ecc.
Questo stesso atteggiamento può capitare anche nel mondo del business e dell’impresa. Puoi trovare facilmente persone che criticano indistintamente tutto. Sotto il loro sguardo critico non si salva nulla. Iniziando dal governo per passare alla regione, le associazioni, il sindaco, la concorrenza, ecc ecc.
Agli occhi di queste persone, esiste sempre qualcuno che è responsabile dei loro insuccessi e delle loro mancate realizzazioni.
Anche questo atteggiamento è contagioso. Quando si viene trascinati nel vortice della deresponsabilizzazione, è facile addossare agli altri la responsabilità dei propri mancati successi.
L’atteggiamento degli ipercritici non cambia con il cambiare dei governi, delle amministrazioni, ecc. Quelli che adesso si lamentano per la crisi, ieri si lamentavano per qualcos’altro. Finita la crisi, troveranno sicuramente qualcosa di nuovo da criticare. Molti di loro, piuttosto che zappare il loro orticello, preferiscono lamentarsi, nella speranza che arrivi qualcuno pronto a zappare per loro.
Zappare l’orticello è pesante.
Incolpare gli altri, tutti gli altri indistintamente, è molto più semplice.
La maniera migliore per sopravvivere al critico distruttore è semplicemente, stare alla larga da lui.
A volte questo allontanamento implica la rottura di conoscenze di lunga data. Per alcuni è difficile anche solo il pensiero di una simile rottura. Probabilmente è vero, ma il business e la vita personale trarranno solo vantaggio da questa separazione.
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Leggendo questo articolo, la prima persona che mi è venuta in mente è Beppe Grillo.
In particolare:
Non ho pensato direttamente a lui mentre scrivevo, può darsi che anche lui appartenga a quella categoria.
Non leggo più il blog di Grillo (anche se riconosco in lui degli stimoli positivi al cambiamento), mi annoia.
Ciao Alessandro.
Complimenti e grazie per i tuoi consigli che leggo sempre con molta attenzione e interesse.
In merito all’articolo, secondo voi come si può e si deve criticare senza risultare bastian contrari a tutti i costi?
Ad esempio, io mi ritengo un criticone, nel senso che analizzo con attenzione e faccio molti distinguo. Cerco di isolare ciò che va bene da ciò che non va. In effetti tendo a pensarmi come un ottimizzatore e, per forza di cose, se si vuole ottimizzare bisogna cercare ciò che non va.
Forse il problema di noi criticoni è quello di non concentrarci e sottolineare abbastanza ciò che va bene.
Grazie Francesco
Questo articolo è lo specchio del mio pensiero Alessandro …