Per chiunque sia interessato ad ottenere informazioni su come sviluppare il Personal Brand, la rete è colma di informazioni, suggerimenti e tattiche. Crea un blog, registra un dominio contenente il tuo nome, crea una pagina personale su Facebook, registra un account su Twitter e così via.

Impegnarsi in qualcuna di queste attività p usare qualcuno degli strumenti nominati non è certo una cattiva idea. Il nocciolo della questione è che tutte queste iniziative, per quanto possano anche avere un effetto positivo, non hanno nulla a che fare con lo sviluppo di un Personal Brand. E’ facile notare infatti come la stragrande maggioranza dei suggerimenti facilmente reperibili su internet, sia centrata sull’elemento più  esterno del personal branding: la comunicazione del marchio.

Il paradosso risiede nel fatto che per comunicare un personal brand , e prima di ogni attività di comunicazione, è necessario possederlo. Possedere il personal brand è il risultato di una serie di attività di riflessione e prassi che hanno lo scopo di individuare i tratti essenziali, i valori, le abilità e la posizione che questo insieme di caratteristiche vorrebbe occupare.

Questa presa di possesso, il riconoscimento e l’elevazione verso un particolare status e posizione è il momento più importante ed anche “eroico” della creazione di un personal brand efficace. E’ curioso notare che l’insieme di caratteristiche che costituiscono le articolazioni e la specificità del personal brand viene tenuto insieme da quella colla che è allo stesso tempo l’essenza ed il prodotto dell’individuo, la sua personalità.

Senza personalità, senza l’ individualità e altre caratteristiche tanto sottili da sfuggire alla categorizzazione verbale, non è possibile parlare di personal brand. Un marchio personale semplicemente adottato o che sia il risultato di una imitazione di brand più conosciuti è come appiccicato alla persona. Il risultato non è null’altro che un fantoccio vuoto e privo di senso.

La personalità individuale non è quindi solo il cemento del personal branding, ma la sua ragion d’essere.  Senza una personalità precisa, evoluta ed oserei dire “matura”, non può esistere alcuna forma di marchio personale o personal brand.

E’ vero, scoprire o meglio disvelare la personalità può essere un compito estenuante, specialmente se è un esercizio compiuto in solitudine. Esistono sempre dei lati della persona che non si vorrebbero mai far scoprire agli altri, figuriamoci ai clienti. Eppure, scoprire i tratti della propria personalità, comprendere come queste inclinazioni sono collegate agli schemi di valore e di comportamento, e come questi si esprimono in scelte etiche, deontologiche e comportamentali è essenziale per mettere le basi di un personal brand autentico.

E’ altrettanto vero che rimane sempre disponibile l’altra strada, quella più semplice e confortevole dell’adattare (e adottare) valori e comportamenti come fossero dei vestiti che possono essere cambiati in funzione del cliente che si ha davanti. Resta da capire se questa strategia, oltre che faticosa e frustrante, sia capace di portare a dei risultati positivi, e, a quale prezzo?

2017-05-18T20:44:01+00:00 Tags: |