Chi ha una minima familiarità con il fumetto di Charles  Shultz “Peanuts” ha presente uno degli episodi ricorrenti. Lucy tiene ferma la palla ovale mentre Charlie Brown prende la rincorsa per calciarla. Immancabilmente, Lucy toglie la palla all’ultimo momento, causando a Charlie l’inevitabile capitombolo.

La scena si ripropone più e più volte nelle strisce e conduce sempre al medesimo tragico finale, lo scivolone di Charlie. Nonostante gli innumerevoli ruzzoloni, Charlie ha sempre un residuo di fiducia nel fatto che, Lucy non toglierà via la palla al momento della rincorsa. Charlie, nonostante tutto, vuole credere.

Molti clienti, vogliono credere. Vogliono avere fiducia. Anche dopo avere attraversato esperienze negative, delusioni o insoddisfazioni, una parte di loro desidera profondamente che il racconto o la storia sia vera. Anche la persona più scettica e prevenuta, se ascolta un messaggio di marketing lo fa perché una  parte profonda, desidera credere. Se non fosse così, la persona si chiuderebbe immediatamente alla possibilità di dialogo ed ascolto.

Comprendere il concetto del voler credere quando si pianifica un messaggio di marketing o una campagna, significa accettare che, nel momento in cui scolta, è presente un certo grado di fiducia del cliente. Questo tipo di fiducia è come un gettone che deve essere speso bene. E’ rinnovabile ma non sempre con la stessa persona- azienda. Se il voler credere iniziale, il “bonus” viene tradito, è molto difficile che questo venga rinnovato, almeno non con la persona che ha tradito la fiducia.

La fiducia del cliente ricompresa nel “Voler Credere” può essere ben spesa come un momento iniziale per relazioni produttive e durature, oppure può essere sprecata in modo insensato. Molte attività cambiano nome proprio per questa ragione, allo scopo di recuperare un credito di fiducia che è stato scioccamente dilapidato.

Usata consapevolmente ed in modo responsabile, la fiducia del cliente accordata inizialmente all’impresa può divenire il fondamento di una relazione duratura. Se però si abusa del “voler credere”, i risultati saranno disastrosi. Voler credere non è una fede sciocca ed insensata ma una apertura, una possibilità.  Tradirla significa trasformare la stima iniziale in una porta che rimane definitivamente chiusa.

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2017-05-18T20:45:00+00:00 Tags: |