Hai presente la foresta amazzonica?
L’opera di deforestazione sistematica è iniziata negli anni quaranta. Si calcola che a tutt’oggi il 20% dell’intera foresta sia stato distrutto. Posso immaginare i pensieri delle prime persone che iniziarono questa distruzione sistematica: “C’è legna… tanta legna.  Fuori le seghe e tagliamo!”

La stessa distruzione sistematica avviene anche con la comunicazione errata. E’ possibile fare un marketing responsabile?

Ci sono tanti clienti la fuori,….. iniziamo a vendere! Solo che, come per la foresta amazzonica, capita che i clienti iniziano stufarsi del marketing o meglio, iniziano a non prestare più attenzione ai messaggi di marketing!

La prima convinzione errata: i clienti non sono una risorsa inesauribile. Dobbiamo aprirci alla possibilità di considerare i clienti come una risorsa limitata e non rinnovabile, almeno dal punto di vista della resistenza al marketing e ad un progetto di marketing responsabile.

Pump up the volume! Quale è la reazione comune quando i clienti non ascoltano e non prestano più attenzione ai messaggi di marketing? Aumentare la quantità, l’intensità e la frequenza. Ma questo porta ad un aumento del livello di intasamento sensoriale. Più  rumore. L’effetto di gridare più forte non rende il messaggio più semplice da recepire per i clienti. Al contrario, più viene aumentato il volume più i clienti diventano.. sordi.. al messaggio.

Cosa succede se utilizzi tecniche non ecologiche nel tuo marketing? Possiamo definire azioni distruttive del marketing tutte quelle che abusano eccessivamente della fiducia dei clienti,  per inondarli di messaggi oppure più semplicemente per entrare in contatto con loro in modo invasivo, senza rispettare le loro priorità ed i loro tempi di acquisto. Terra Bruciata! Il problema è che le tecniche di marketing distruttive lo sono realmente: fanno terra bruciata dietro di loro. Queste manovre, contribuiscono a  rovinare la relazione di fiducia tra impresa e cliente. L’effetto finale è che il consumatore perde la fiducia, talvolta in modo definitivo.

Ecco perché le persone chiudono in faccia il telefono ai telemarketers.
Ecco perché le persone buttano direttamente nel cestino della carta straccia gran parte della posta senza neppure prendersi la briga di aprirla.
Ecco perché le persone cambiano canale in una frazione di secondo appena viene lanciato il messaggio pubblicitario.
Ecco perché le persone non hanno più fiducia in quello che le aziende vogliono raccontare loro.
Ecco perchè le persone non vogliono ricevere email commerciali.
Ecco perché le persone evitano i pop up durante la navigazione sul Web.
E sufficiente?

Perché è importante usare un approccio  non distruttivo e aprirsi alla possibilità di un marketing responsabile?

Le tecniche di marketing distruttive  in realtà uccidono la  relazione alla  base. Ma non fanno solo questo. Pregiudicano in prima istanza la capacità dell’azienda di costruire una relazione con il cliente. Come effetto secondario, impediscono anche alla concorrenza, che magari agisce in maniera corretta, professionale e rispettosa di stabilire una relazione fiduciaria con il cliente.

Non gioco più!…Disse il bambino!
È come una sorta di gioco tra bambini. Quando il proprietario del pallone si scoccia o si stufa, dice: “basta non gioco più” L’effetto è che quando lui va via, portandosi via pallone, anche gli altri non possono più giocare. Quando ero piccolo, consideravo l’autore di un comportamento simile come un imbecille. Adesso che sono cresciuto uso altri termini, sicuramente più coloriti nel linguaggio! È probabile che questo tipo di discorso possa apparirti strano: “cosa m’importa di quello che fanno  le imprese concorrenti?”. Il problema è quando l’approccio al marketing ed alla relazione con i clienti è distruttivo: “usali quanto puoi fino alla totale distruzione”. Le cose a questo punto non possono certo andare tanto bene.

Gli effetti collaterali del “Bad Marketing”
Un marketing irresponsabile aliena i clienti e li rende “resistenti al marketing”. Questo in sé  è già un  problema sufficientemente serio, che diviene cruciale quando rende il lavoro più difficile e complicato a chi, al contrario, si comporta con correttezza e rispetto per  il cliente!

Come fare per evitare di distruggere la relazione con i tuoi potenziali clienti? Vorrei puntare l’attenzione sul fatto che non è la tecnica in sé, lo strumento a rovinare la relazione, ma il modo in cui questo viene usato. Infatti non è la tecnica ad essere “sbagliata”, ma l’approccio! Per  esempio, l’email è probabilmente il mezzo di comunicazione più utilizzato al momento. Però c’è chi insiste nell’abusarne. Questo rende difficile il lavoro a chi lo utilizza in maniera corretta,  coerente e responsabile.

Ecco perché uno degli obiettivi del marketing responsabile è questo: farlo in modo che non alieni in maniera definitiva la relazione con il cliente.

Esperienza personale
Non molto tempo fa ho acquistato online delle cuffie professionali con microfono. Immediatamente, e senza che io lo  abbia chiesto o sia stato avvisato di questa possibilità, ho iniziato  a ricevere quotidianamente e-mail commerciali e promozionali da questa ditta. Ogni santo giorno. Persino il sabato la domenica. Pensi che mi abbiano chiesto se volessi ricevere e-mail relative al mio acquisto? Mi è stato chiesto con quale  frequenza volessi ricevere questi e-mail? Pensi che le email fossero coerenti alle mie preferenze, o relative al tipo di prodotti o  gadget che potevano interessarmi? Nulla di tutto questo, nada…Zero! Ovviamente, non appena ho trovato il sistema di cancellarmi da questa newsletter l’ho fatto senza alcun ripensamento (ho dovuto faticare anche per questo). Credi che acquisterò una seconda volta da quel negozio online?

Per concludere
Possiamo avere un approccio al marketing muovendoci come se il nostro mercato fosse la foresta amazzonica. Fuori le seghe…Si taglia! Oppure possiamo scegliere di risparmiare la foresta per le generazioni future. A noi la scelta.

 

2017-05-18T20:46:03+00:00 Tags: |