E’ un dato di fatto: aziende e persone intraprendono varie attività di marketing allo scopo di creare una percezione del valore per i prodotti o servizi. Esistono ovviamente diversi modi per misurare il valore creato dal marketing e della comunicazione.

Se questi sistemii potessero essere riassunti in una frase, questa potrebbe essere: aumentare le vendite, incrementare la soddisfazione e la ritenzione dei clienti nel tempo. Oppure si potrebbe pensare che lo scopo del marketing è quello di creare un cliente.

Secondo questo punto di vista, il marketing è un mezzo. Attraverso questo mezzo le imprese ed i professionisti ottengono determinati di risultati. Questo è, naturalmente, un punto di vista accettabile e condivisibile. Noi intraprendiamo attività di marketing e comunicazione allo scopo di creare una determinata percezione di valore agli occhi dei clienti e futuri (probabili) clienti. 

Quindi il marketing di per se, non ha valore? Le imprese intraprendono attività di marketing allo scopo di comunicare il valore dei loro prodotti o servizi.

Il valore precede il marketing. Oppure no?
E’ possibile che il modo attraverso il quale l’intero processo del marketing viene effettuato abbia una relazione con il valore finale percepito dal cliente? Quando inizia la transazione di valore con il cliente? Accade al momento dello scambio monetario, oppure è avvenuta molto prima ed è stata costruita nelle fasi precedenti la “transazione economica”?

Sicuramente, si può dire. Un marketing mal fatto oppure incongruente, oppure ancora non fondato su principi di etica e sostenibilità si riflette sul valore percepito dal cliente.

Studi recenti provano come i clienti manifestano una predilezione crescente ad acquistare da imprese che hanno una certa propensione al “verde”. Questo è ottimo. Un’impresa che sia socialmente responsabile e attenta alle esigenze del pianeta e di coloro che lo abitano, merita sicuramente rispetto. La scelta da parte dei clienti riflette giustamente questo principio.

Sicuramente uno sguardo attento che miri non solo alla produttività, ma includa anche la responsabilità rispetto al pianeta ed alle future generazioni merita rispetto ed attenzione. Questo rispetto si riflette in positivo offrendo all’impresa sostenibile un occhio di riguardo da parte del cliente nel momento della scelta.

L’attenzione generale si sposta verso un utilizzo più accorto delle risorse non rinnovabili e ad un maggiore impegno verso la ricerca e l’utilizzo di fonti rinnovabili.

Anche gli esseri umani sono “non rinnovabili”. Nascono, crescono e muoiono. Una volta terminato questo ciclo non c’è modo di ricostruirlo (a parte la clonazione, tutt’ora illegale).

L’esistenza umana come clienti è anch’essa composta di una serie di elementi non rinnovabili. Tempo, pazienza, fiducia, attenzione sono tutti elementi che non si rinnovano. Quando sono esauriti…è la fine.

Quindi, se il mercato si orienta sempre di più verso la comunicazione di un rispetto per l’ambiente, il pianeta e l’utilizzo accorto e responsabile delle risorse, perché anche la comunicazione non può essere parte del medesimo movimento?

Come creare valore con le attività di marketing ed allo stesso tempo mantenere una relazione rispettosa con la persona?

Ad un livello iniziale, è chiaro che il marketing e le attività di comunicazione hanno lo scopo di creare e mantenere clienti attraverso la dimostrazione e comunicazione del valore.

Ad un secondo livello, più sottile, il modo in cui il marketing e la comunicazione vengono utilizzati, crea attualmente valore. Valore attraverso il rispetto della persona che è oggetto del marketing. Questo valore extra è il “come” viene fatto e messo in pratica l’intero processo del marketing.

Questo è realmente il cuore, il “come”.
In ordine e allo scopo di ottenere determinati risultati, professionisti ed imprese intraprendono attività di marketing e comunicazione. Questo è pacifico. Come si arrivi a questo risultato, al contrario, non sempre viene messo in discussione con la stessa chiarezza.

Allo scopo di ottenere questi risultati, le aziende preparano strategie e mettono in pratica tattiche che supportino il raggiungimento della propria mission aziendale.

Buon Marketing….Cattivo Marketing.. Marketing responsabile…Marketing irresponsabile…E’ un prodotto degli strumenti utilizzati?

Gli appassionati delle tecniche non saranno molto soddisfatti. Il numero delle tecniche di marketing è davvero limitato. Realmente. Per alcune categorie professionali, il tipo di strumenti che è possibile utilizzare è ristretto. In alcuni casi le tattiche o i mezzi utilizzabili si possono contare sulle dita di una mano.

Non è così per altri due aspetti che sono direttamente relazionati con il marketing stesso: la strategia, cioè il sistema di pensiero che permette di scegliere le tecniche adatte a comunicare con efficacia il messaggio di marketing, e la visione che sostiene e guida l’intero processo.

Un marketing responsabile è questione di tecniche utilizzate?
Esistono tecniche di marketing intrinsecamente buone o cattive? Assolutamente no. Quello che rende l’applicazione di una strategia “responsabile” non è la tecnica in se, ma il modo attraverso cui questa viene utilizzata.

Il telemarketing è cattivo? C’è un genio maligno dentro il telefono? Assolutamente no. Il fatto che spesso venga utilizzato senza scrupoli per interrompere le persone dalle loro attività quotidiane non implica affatto che il telemarketing sia una cattiva tecnica. Semplicemente viene utilizzata talvolta in modo spregiudicato ed invasivo.

L’email è cattiva? Il ragionamento è identico. Il fatto che alcuni, approfittino dell’email per inviare messaggi indesiderati , non è prova della “malattia” del mezzo, ma piuttosto di colui che lo padroneggia.

A questo punto, questa domanda scaturisce da sola, autonomamente. Se non sono le tattiche o i messi utilizzati a creare un impatto negativo, cosa precede le tattiche, e le strategie? Che cosa le sostiene e le rende strumenti utili a creare valore “extra” oppure le trasforma in armi di tortura per i potenziali clienti?

Ancora, anche in questo caso, è facile delineare due livelli. Il primo è quello delle persone che creano e implementano le strategie, e, ad un livello ulteriore, vi sono i valori e le credenze che ispirano queste persone.

I valori e le credenze insieme alla passione sono alla base di una attività di marketing che è fatta per le persone, e non contro di loro.

La ricetta per una comunicazione responsabile.
Ricetta? Esiste questa ricetta? Probabilmente no. Eppure esiste uno strumento assolutamente esperienziale, utile a capire se la comunicazione è allineata ai valori personali (o aziendali).

La risposta è proprio questa: forse non sappiamo cosa è un buon marketing….Ma capiamo sicuramente quando ne incontriamo uno cattivo!
Proprio così! A volte è difficile capire quando qualche azione è produttiva, allineata ed appropriata al messaggio ed alla visione che si desidera realizzare. Ma quando siamo noi gli oggetti di questa comunicazione…questa chiarezza diviene cristallina!

Ognuno di noi ha esperienze quotidiane come consumatore e cliente. Quando siamo in questa posizione, viviamo dall’altra parte della barricata. Cosa ci irrita? Quali sono i comportamenti o le situazioni che non vorremmo più sperimentare come clienti?.

Non sempre si possiede la chiarezza
di capire esattamente cosa non funziona nel nostro business. Ma quando siamo dall’altra parte, percepiamo il mondo da un nuovo punto di vista. Questa visione può essere usata in modo produttivo.

Quando si è sufficientemente allenati a percepire cosa non funziona nelle altre attività vivendo l’esperienza come clienti, allora è possibile iniziare ad applicare lo stesso principio anche al nostro business.

E’ possibile farlo con una semplice domanda. Quando si sperimenta una situazione che non va, non funziona o è irritante, è sufficiente chiedersi: è possibile che accada lo stesso ai i miei clienti?

Questa domanda, le risposte che scaturiscono da essa insieme alle azioni che possiamo intraprendere, possono condurre ad azioni concrete che cambiano il business, in modo definitivo.

2017-05-18T20:44:02+00:00 Tags: |